AKAB Muay Thai

AKAB Muay Thai

AKAB Muay Thai

Intervista con i ragazzi di AKAB Muay Thai da Monaco

 

Vi proponiamo l’intervista, fatta da Teo per Sport Alla Rovescia, ai ragazzi della AKAB Muay Thai di Monaco di Baviera, presenti per la prima volta in Italia con un atleta in occasione della seconda edizione del Kick The Racism.

Ottima occasione per scoprire cosa si muove oltre i confini nazionali ed espandere la rete dello Sport Popolare.

“Sabato 18 Ottobre a Brescia si è svolta la seconda edizione di “Kick The Racism”, un evento con alcuni incontri di Muay Thai organizzato dalla Palestra Popolare Antirazzista di Brescia. Erano presenti dalla Germania i ragazzi di“Akab Muay Thai” del Centro Sociale Kafè Marat di Monaco. E’ stata un’ottima occasione per conoscersi e scambiare una chiacchierata sulla situazione dello sport di base nel loro paese e per capire se esiste un fenomeno di “sport popolare” simile a quello che si sta sviluppando in Italia.

Raccontateci un po’ la vostra esperienza.

A partire dalla seconda metà degli anni ’80 a Monaco un gruppo di compagni ha cominciato a praticare Eskrima e ad allenarsi frequentemente, tanto da partecipare anche alle iniziative della federazione tedesca di questa disciplina. Lo scopo principale era in ottica antifascista e di migliorare l’autodifesa dalle cariche della polizia durante i cortei. All’inizio degli anni 2000 un gruppo di compagni ha cominciato a praticare Muay Thai, all’inizio organizzando un corso all’interno di una palestra normale in affitto. I costi di gestione erano poco sostenibili e quindi dal 2006 abbiamo cominciato ad allenarci all’interno del centro sociale. Una volta alla settimana organizziamo quindi un allenamento nel salone grande del centro tutti assieme. Alcuni di noi comunque praticano la Muay Thai e partecipano a combattimenti anche in altre palestre. Allenarci assieme al centro sociale è importante per rafforzare le relazioni tra di noi, ci permette di costruire socialità attorno allo sport.

Esistono esperienze simili alla vostra in Germania?

Sì. In altri centri sociali tedeschi, come ad esempio a Stoccarda, Berlino, Amburgo e Dresda, esistono “sportgruppe” di giovani compagni antifascisti che praticano assieme arti marziali, ma sempre in un’ottica di autodifesa. Sono delle realtà underground. In Germania non è come in Italia, dove le palestre popolari propongono corsi aperti alla cittadinanza. Noi di “Akab Muay Thai” siamo un po’ un’anomalia, ci siamo dati un nome ed è la prima volta che veniamo qui in Italia con un atleta a combattere come “Akab Muay Thai”.

In Italia l’esperienza delle palestre popolari è legata al tema dell’estensione dell’accessibilità alla pratica sportiva sia da un punto di vista economico, che antirazzista, cioè di uno sport che combatta le discriminazioni. Come è la situazione in Germania per quanto riguarda il diritto allo sport?

In Germania non esistono palestre popolari come in Italia, perchè c’è un sistema di welfare che permette praticamente anche a disoccupati e migranti di praticare sport. Nel nostro paese esistono le palestre private che funzionano come soggetti commerciali, ma allo stesso tempo esistono associazioni sportive molto radicate come ad esempio i gruppi sportivi dei ferrovieri (un po’ come i dopolavoro ferroviari in Italia, nda) o dei lavoratori delle poste che gestiscono molte strutture sportive in modo accessibile. In Germania le “Sport Verein”, l’equivalente italiano delle associazione sportive dilettantistiche, ottengono contributi pubblici e sgravi fiscali, così ad esempio se sei disoccupato paghi 7 o 8 euro al mese e puoi frequentare i corsi delle palestre o giocare in qualche sport di squadra.

E per quanto riguarda i migranti?

I migranti nelle strutture pubbliche gestite da Sport Verein vengono accettati tranquillamente, soprattutto per quanto riguarda le squadre di calcio. In molte palestre ci sono istruttori di arti marziali o di sport da combattimento che sono turchi, curdi, serbi o croati e quindi in quelle strutture trovi molte persone straniere. Noi preferiamo allenarci in queste palestre, perchè se in una palestra i frequentanti sono a maggioranza tedesca è più facile incontrare fascisti. Soprattutto se le palestre sono situate nelle periferie delle città, perchè sono le zone più residenziali. Le palestre più meticce sono quelle più centrali, perchè sorgono nei quartiere con presenza di migranti.

A proposito di antirazzismo, passando un attimo al mondo delle curve tedesche, nella vostra città esiste un gruppo ultras molto attivo,no?

Sì, c’è il gruppo “Schickeria” che segue il Bayern. Pensa che il Bayern Monaco ha ritirato 90 diffide ai membri di questo gruppo, perché hanno vinto il premio contro il razzismo più importante rilasciato dalla Federazione tedesca di calcio. Devi sapere che in Germania sono le società calcistiche a diffidare i tifosi, non la polizia, e allo stesso tempo possono ritirarla.

Quale è stata l’iniziativa che ha fatto vincere il premio contro il razzismo alla Schickeria?

Hanno fatto un lavoro di riscoperta e valorizzazione della figura del presidente ebreo del Bayern Monaco, Kurt Landauer. Durante la sua presidenza la squadra biancorossa stava cominciando ad ottenere risultati importanti, infatti ha perso nel 1932 la finale per lo scudetto con l’Eintracht Francoforte. A causa delle persecuzioni nei confronti degli ebrei, prima fu costretto ad abbandonare il club nel 1933 per poi essere arrestato nel 1938 e portato a Dachau. Avendo combattuto nella prima guerra mondiale, gli è stato concesso l’esilio. Nel 1947, finita la guerra, ritornò ad essere presidente del Bayern Monaco fino al 1951. Il gruppo “Schickeria” si è guadagnato il premio della federazione, organizzando tornei di calcetto, proiezioni di film su questo presidente, per molti anni dimenticato.”

Articoli Recenti

Muay Thai Brescia: Free Stage

Muay Thai Brescia: Free Stage

Muay Thai Brescia

Free Stage di Muay Thai alla Palestra Popolare

Sabato 20 Settembre alla Palestra Popolare Antirazzista ci sará un’ allenamento ed una condivisione di tecniche ed esperienze tra diverse realtà popolari del nord Italia.

Occasione per cominciare ad imbastire il primo evento, che si svolgerà il prossimo 18 ottobre sempre alla Palestra Popolare Antirazzista, “Kick The Racism“, incontri di Muay Thai e come al solito occasione di socialità e cultura.

Palestra Popolare Antirazzista

La Condivisione

Lo Stage sarà gratuito e potranno partecipare tutt@, sarà strutturato in una prima parte di riscaldamento, seguita da diverse tecniche che le diverse scuole condivideranno e per finire uno sparring, proprio per cominciare a selezionare gli atleti.

Crediamo che questa sia la logica alla base dello Sport Popolare, la condivisione, come strumento di crescita collettiva, vi aspettiamo numerosi.

E per i meno sportivi vi aspettiamo subito dopo lo stage con aperitivi e cena Vegan, per supportare la Palestra Popolare, per sostenere il progetto di uno sport sano e una socialità differente!

Un breve video dello Stage di Muay Thai a Brescia alla Palestra Popolare

Articoli Recenti

La Muay Thai

 

La Muay Thai é nota anche come thai boxe, boxe thailandese o pugilato thailandese.

É un’arte marziale e sport da combattimento a contatto pieno che ha le sue origini nella Mae Mai Muay Thai (Muay Boran), antica tecnica di lotta thailandese. Esso utilizza una vasta gamma di colpi con piedi, ginocchia, pungi, gomiti e di tecniche di clinch.

La Scienza degli otto arti

La disciplina è nota come “l’arte delle otto armi” o “la scienza degli otto arti”. Consente ai due contendenti che si sfidano di utilizzare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate.

Quindi otto parti del corpo utilizzate come punti di contatto rispetto ai due del pugilato, oppure ai quattro della kick boxing, con un’intensa preparazione atletica e mentale che fa la differenza negli scontri a contatto pieno.

La muay thai originale divenne popolare nel XVI secolo in patria, ma si diffuse internazionalmente solo nel XX secolo, dopo alcune modifiche regolamentari e quando diversi pugili thailandesi si confrontarono con successo con i rappresentanti di varie arti marziali.

Muay Thai Brescia e provincia
Muay Thai Brescia e provincia

Nai Khanomthom

Si narra che durante la guerra fra il regno del Siam e la Birmania del 1767, la capitale Ayutthaya venne distrutta dagli invasori birmani.

Coloro che non riuscirono a scappare furono fatti prigionieri e deportati come schiavi. Il re birmano Hsinbyushin organizzò dei tornei per celebrare la vittoria.

Fece combattere i suoi migliori guerrieri contro i guerrieri siamesi che aveva fatto prigionieri, utilizzati come gladiatori.

Il Re rimase affascinato

Durante questi incontri, il re rimase affascinato dai combattimenti di uno dei prigionieri, il cui stile assomigliava in parte a quello dei migliori guerrieri birmani che praticavano il Parma (arte che prediligeva colpi di braccia in quanto l’abito che indossavano impediva movimenti molto vistosi delle gambe).

Ammaliato dalla Pahuyuth e dallo stile di questo guerriero misterioso, il sovrano diede ordine che affrontasse i dieci migliori guerrieri birmani.

Il lottatore siamese riuscì a vincere tutti i dieci avversari (che fu costretto ad affrontare) con colpi potenti, veloci e precisi ed il re, stupito dall’impresa, concesse la libertà a lui e ad altri prigionieri catturati ad Ayutthaya.

La Leggenda

Nacque in tal modo una delle più famose leggende del popolo thailandese: quella di Nai Khanom Thom.

Da allora, la figura di questo eroe viene vista come anima ed essenza della muay thai, pronto al sacrificio anteponendo ai propri interessi l’onore, l’amore per la patria, la propria religione, il proprio maestro e la propria scuola.

Il 17 marzo è il giorno in cui viene celebrata la festa di Nai Khanom Thom.

Etimologia

La parola Muay, che significa “combattimento”, “pugilato” o anche “lotta”, deriva dal sanscrito Mavya che significa “unire insieme”.

La parola Thai è invece un aggettivo di origine nazionale, il cui significato originale è “popolo libero” (in maniera analoga al significato del nome dei franchi).

Il termine Muay Thai è quindi traducibile con “combattimento dei thailandesi”. In inglese il nome viene spesso tradotto con “thai boxing”.

A volte questo genera confusione perché si pensa che esista una differenza fra la muay thai e la thai boxe, con quest’ultima che sarebbe una variante regolamentare occidentale. In realtà i due termini sono sinonimi ed indicano la stessa disciplina.

Un praticante di muay thai è conosciuto come Nak Muay. I praticanti occidentali sono a volte chiamati Nak Muay Farang, che significa “pugile straniero”

Muay Thai Brescia e provincia
Muay Thai Brescia e provincia

Storia della Muay Thai

La Muay thai ha origine nell’antico Regno del Siam (attuale Thailandia) e, come per il resto delle altre arti marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato fatto di guerre e razzie.

L’invasione con cui i birmani posero fine al Regno di Ayutthaya, radendo al suolo la capitale omonima, provocò la distruzione di gran parte degli archivi storici e culturali. Le notizie sull’antico Siam si basano sui pochi scritti salvati dalla distruzione e sulle cronache dei regni confinanti, e non si possono quindi considerare pienamente attendibili.

Diverse Teorie

Sulla controversa storia del popolo thai e la misteriosa nascita della muay thai esistono due teorie. La prima sostiene che il popolo degli Ao-Lai fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli nei territori che attraversarono durante il periodo migratorio (tibetani, cinesi, khmer, birmani e altri).

La seconda afferma che il popolo degli Ao-Lai era già presente in quei territori e che doveva difendersi dalle invasioni dei popoli confinanti.Prendendo in considerazione la prima teoria, si narra che tutto abbia avuto origine attorno al I secolo dalla tribù degli Ao-Lai.

La migrazione

Intorno all’anno 200 a.C. migrarono dal nord dell’India fino alla valle del Mekong per poi raggiungere quello che sarebbe diventato il Regno del Siam, passando attraverso il Tibet orientale, a sud delle ricche vallate dell’odierno Yunnan, nella Cina di sud-ovest.

Da li si spostarono in tutte le direzioni arrivando fino ai confini dell’impero per poi puntare di nuovo verso sud.

A questo punto il popolo degli Ao-Lai si divise in tre gruppi:

  • Gli shan, che si stanziarono nel nord-est dell’odierna Birmania
  • Gli Ahom, che si diressero ad est fino al Vietnam
  • Gli Ao-Lai che mantennero il nome e si diressero verso la terra che sarebbe diventata la loro patria, il “Regno del Siam”

Gli Stili

A scopi difensivi gli Ao-Lai crearono uno stile di lotta che prevedeva l’uso delle armi e il combattimento corpo a corpo chiamato Krabi Krabong. Intorno al 1700 i due differenti stili di combattimento si scissero e divennero;

  • Krabi Krabong, lo stile che prevedeva l’uso delle armi (spada, lancia, giavellotto, pugnale, bastone).
  • Muay thai, lo stile di combattimento corpo a corpo che prevedeva l’uso delle braccia (gomiti, avambracci), delle mani (dita e nocche), delle gambe (tibia e ginocchia), della testa e dei piedi (pianta dorso e talloni).

La storia di quest’antica arte marziale va di pari passo con la storia della nazione e di conseguenza anche la muay thai nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti, fino a raggiungere la forma odierna.

Crazy Cow Fest: Comunicato Palestre Popolari

Crazy Cow Fest: Comunicato Palestre Popolari

Crazy Cow Fest

Comunicato delle Palestre Popolari contro l’aggressione fascista.

Riportiamo il comunicato di alcune Palestre Popolari della zona

“Abbiamo appreso in questi giorni che alcuni atleti e attivisti della palestra popolare antirazzista di Brescia sono stati vigliaccamente aggrediti da un gruppo di neonazisti durante un’iniziativa sportiva all’interno di un noto festival nei pressi di Brescia.

Da molto tempo ormai le palestre popolari svolgono un ruolo fondamentale in tutte le città nel dare opportunità a tante persone di praticare sport senza subire discriminazioni di tipo etnico, sessuale o economico.

Le palestre infatti sono luoghi liberi dalle logiche del mercato dello sport legato al capitalismo più sfrenato, liberi dal razzismo e dall’omofobia. Promuovono uno sport solidale, gratuito e accessibile a tutti.

Tutto ciò però da molto fastidio ad alcuni gruppetti di estrema destra, che fanno dell’odio razziale la loro principale bandiera e predicano l’accanimento verso il più debole. Infatti questa ideologia viene poi trasmessa anche nello sport e nelle palestre, gestite da questi personaggi.

Noi siamo stati tra i primi promotori di tutte le iniziative che nelle nostre città sono riuscite a cacciare i fascisti di forza nuova numerose volte. E quotidianamente pratichiamo sport e organizziamo iniziative sportive nella nostra città e non solo.

Forti dei nostri valori e del nostro essere antifascisti, ma forti anche di essere tutti parte di una rete di palestre popolari sparse in tutta italia, diamo la nostra piena solidarietà ai compagni e cittadini che sono stati aggrediti da questa vile azione fascista e ci impegniamo affinché fatti simili non accadano mai più praticando quotidianamente l’antifascismo in tutti i territori.

Palestra Popolare Rivolta Marghera, Palestra Independiente Vicenza, Palestra Popolare Tpo Bologna

crazy cow fest

Articoli Recenti

Crazy Cow Fest: Aggressione fascista.

Crazy Cow Fest: Aggressione fascista.

Crazy Cow Fest

Comunicato sull’aggressione fascista.

crazy cow fest

Organizzarsi in un’associazione e decidere di proporre eventi per raccogliere fondi da destinare a bambini bisognosi, in Africa o in qualunque altro paese al mondo, vuol dire fare politica.

Aprire una palestra popolare come associazione, per proporre sport per tutt@ e divulgare valori fondanti per la nostra società come l’antirazzismo, il rispetto, la solidarietà vuol dire fare politica.

Organizzarsi in un gruppo di naziskin, premeditare e mettere in campo un’aggressione ad una festa organizzata per beneficenza, picchiare, spaccare, minacciare gente solo perché identificata come di sinistra vuol dire fare politica per i fascisti. Per loro questi sono, storicamente, sempre stati i metodi da utilizzare.

Chi ignora questi concetti non ha ancora capito che nella vita bisogna prendere delle posizioni, che non si può vivere con un piede in due scarpe.

La Crazy Cow, associazione che esiste da diversi anni in Franciacorta, organizza da 10 anni una festa presso il parco di Paderno, definendosi “apolitici”, non capendo che la loro è politica e che semmai sono apartitici, ovvero svolgono delle attività sociali e quindi politiche per forza di cose, al di fuori di schieramenti e partiti organizzati, differenza molto importante per poi giungere ad una sana conclusione.

I Fatti

Tralasciando le critiche a livello organizzativo, che non ci competono, ma che comunque non hanno garantito la sicurezza e il tranquillo e regolare svolgimento della festa, costringendo famiglie con bambini, giovani e meno giovani a scappare con bottiglie e panche che volavano, sangue e feriti ovunque, il problema fondamentale rimane quello di non aver voluto prendere pubblicamente e nettamente le distanze da chi venerdì notte si è reso responsabile di una vile aggressione fascista ai danni di diverse persone, tra cui alcuni organizzatori, nonché frequentatori della Palestra Popolare di Brescia……..Antirazzista, si, Antirazzista, perché questo in fin dei conti è stato il fattore scatenante di tutto.

Si sapeva infatti che la domenica successiva la Palestra Popolare Antirazzista di Brescia sarebbe stata invitata proprio alla Crazy Cow Fest per dimostrazioni ed esibizioni delle discipline svolte in palestra, cosa che probabilmente ha dato fastidio al gruppuscolo di vigliacchi fascisti, i quali hanno pensato bene di presentarsi a ora tarda il venerdì notte, armati di bastoni e coltelli, per creare il chaos e intimorire i partecipanti, facendo anche il nome della palestra popolare.

Evento gravissimo in se, che va assolutamente contrastato in qualsiasi modo, sul quale è il caso che tutti riflettiamo e diamo una risposta unita e concreta…..ma così non è per gli organizzatori della Crazy Cow, che invece preferiscono tenere una improbabile equidistanza, non distinguendo tra aggrediti e aggressori e chiedendo a noi della Palestra di presentarci senza le nostre magliette per evitare ulteriori problemi.

La Palestra Popolare Antirazzista

Siamo fieri di essere una Palestra Popolare Antirazzista, che insieme a tantissime altre palestre popolari ed antirazziste in tutta Italia sta svolgendo un lavoro sul territorio importantissimo, abbiamo ricevuto diversi ringraziamenti per il lavoro svolto sul piano sociale e dell’integrazione, facciamo tutto senza scopo di lucro e anzi, spesso siamo costretti a ricorrere alle nostre finanze per poter portare a termine gli eventi che organizziamo……per quello che siamo, per quello che rappresentiamo non piegheremo mai la testa davanti a dei fascisti, piuttosto combatteremo per far valere i diritti dell’uguaglianza e del rispetto.

Siamo assolutamente schierati, siamo contro la gente che si comporta in questo modo, che si chiamano e si fanno chiamare fascisti, che premeditano e organizzano ronde contro chi la pensa diversamente, che predicano odio per il diverso e proprio questo vuol dire ANTIRAZZISTA e probabilmente da fastidio a qualcuno…….ma noi non abbiamo paura di prendere posizione.

Ci dispiace quindi per l’accaduto, siamo assolutamente solidali con tutt@ i/le ferit@, che sono numeros@ e speriamo che questo faccia riflettere tante persone, perché fatti simili hanno già portato in passato ad esiti ben più gravi, con ferimenti o addirittura uccisioni da parte di gruppi di fascisti.

Ovviamente già sui media locali si riporta la notizia come una rissa, per fortuna è almeno specificato “scatenata da un gruppo di naziskin”, è invece importante dare il suo peso e il suo spazio all’accaduto, non è una rissa, ma una vera e propria aggressione premeditata…….a cui sarebbe stato giusto rispondere Domenica pomeriggio con una massiccia presenza della palestra popolare e di tutt@ le/gli antirazzisti della zona, proprio a sostegno della festa in solidarietà con i feriti e per ribadire che non sono 10 naziskin vigliacchi che possono fermare la lotta per la dignità di tutt@.

Ci dispiace invece per la decisione presa dall’assemblea della Crazy Cow, che invece di denunciare pubblicamente l’accaduto come una gravissima aggressione fascista ci chiede di presentarci senza le nostre magliette, quasi per paura di non voler scatenare ulteriori problemi…..se questo vuol dire essere “apolitici”…….a noi non piace, preferiamo non partecipare……..preparare una risposta e proseguire con la nostra azione, che se da fastidio a certa gente, sta sicuramente andando dalla parte giusta.

Articoli Recenti

Prison Fight – Combattere per la libertá

Prison Fight – Combattere per la libertá

Prison Fight è un evento di beneficenza contro l’abuso di droghe che si svolge in diverse prigioni della Thailandia. Gli eventi fanno parte del più ampio programma di riabilitazione della World Prison Fight Association (WPFA) con l’assistenza del Dipartimento di Correzione. Lo scopo è quello di promuovere lo sport e la buona salute tra i detenuti e per aiutarli ad un migliore adattamento sociale in futuro.

Per comprendere il significato del programma di riabilitazione Prison Fight bisogna prima capire la mentalità del popolo Thai. La Thailandia ha una forte tradizione negli sport da combattimento come la Muay Thai e la Boxe. Cominciano ad imparare la Muay Thai alla scuola primaria, per questo quasi tutti i thailandesi hanno questa abilità. La tradizione di lotte carcerarie risale ai tempi della nascita della Muay Thai, nel 1767 quando, dopo la caduta di Ayutthaya migliaia di soldati thailandesi furono fatti prigionieri e riconquistarono la libertà grazie al leggendario Nai Khanom Tom che sconfiggendo tutti i migliori guerrieri Birmani impressionò a tal punto il Re Birmano da guadagnarsi la libertà per se e per tutti i soldati e l’attuale terra denominata Tailandia che tradotto letteralmente significa “terra del popolo libero”.

Secondo la legge thailandese infatti, c’è la possibilità di essere amnistiato se si ottengono grandi successi sportivi, in particolare per il titolo di Champion of the World in professional Muay Thai. 

Ma il Dipartimento di Correzione non può organizzare incontri tra pugili detenuti più di una volta all’anno e questo non è abbastanza per motivare gli atleti detenuti a restare in forma. Il programma WPFA è stato il primo a dare la possibilità ad atleti stranieri provenienti da tutto il mondo, di qualsiasi livello, dai principianti ai professionisti, di sfidare la squadra di atleti detenuti. Negli ultimi 6 eventi hanno partecipato atleti provenienti da 20 paesi e sono in continuo aumento le richieste di adesione.

Per prima cosa il WPFA allestisce le palestre all’interno delle carceri, fornendole di tutte le attrezzature necessarie, dopodichè invitano i prigionieri a partecipare al programma di riabilitazione e dopo un duro allenamento, una volta che partecipano ad un evento del Prison Fight hanno diritto ad un compenso economico che gli verrà accreditato direttamente sul conto bancario. Tutti i detenuti che vogliono partecipare al programma avranno la possibilità di combattere contro un avversario al di fuori del carcere, allo stesso livello di abilità. Per la maggior parte dei combattenti l’obiettivo principale non è solo quello di vincere, ma partecipare alla riabilitazione. 

I partecipanti al programma di riabilitazione avranno uno sconto di pena e gli sarà concesso l’accesso agli eventi Prison Fight per supportare gli altri detenuti che combattono sul ring. 

Quando i detenuti usciranno dal carcere gli verrà offerto un lavoro in palestra come allenatore o verranno aiutati nella carriera professionistica della Muay Thai, se lo desiderano.

Sport Popolare: Alcune considerazioni

Sport Popolare: Alcune considerazioni

Sport Popolare: Alcune considerazioni.

Lo sport popolare in Italia esiste da diverso tempo, in diverse forme e con differenti sviluppi.

Sicuramente negli ultimi anni l’evoluzione di questi spazi ha portato a nuove situazioni e nuove prospettive. Inizialmente si trattava quasi esclusivamente di realtà nate all’interno di spazi autogestiti che proponevano prevalentemente corsi di boxe.

Oggi esistono palestre popolari, anche non legate a spazi occupati o autogestiti, che ospitano corsi di vario genere, che possono andare dalle discipline da ring fino ad arrivare ai tessuti aerei.

In questa pluralità di esperienze cominciano a delinearsi dei percorsi. Se una delle più recenti discussioni riguarda la questione di federarsi o meno ad enti riconosciuti per poter praticare in tutta la legalità lo sport che ci piace, è anche vero che questo argomento riguarda prevalentemente il mondo del pugilato, quindi solo una parte di ciò che è lo sport popolare attualmente.

Sport Popolare

La Muay Thai nello Sport Popolare

Per capire meglio la situazione bisogna osservare quello che sta avvenendo in molte realtà, in cui sta decisamente emergendo un’altra disciplina, che sta radicalmente cambiando l’assetto culturale delle palestre popolari; la Muay Thai.

Se osserviamo il lavoro svolto nell’ultimo periodo da alcune palestre che praticano la Muay Thai e che hanno scelto di federarsi a UISP e in questo modo di rimanere assolutamente indipendenti dal resto.

Creando un vero e proprio circuito amatoriale alternativo che nulla ha da invidiare agli altri presenti sul territorio, ci accorgiamo che l’obbiettivo delle palestre popolari non è certo quello di combattere le federazioni.

Bensì quello di creare qualcosa di innovativo e positivo, una vera alternativa a quel mondo fatto di interessi e sfruttamento, dove la passione, la socialità e la cultura dominano su tutto e danno la possibilità a tutt@ di vivere uno sport duro come la Muay Thai, al livello che preferiscono.

Tante persone frequentano i corsi per tenersi in forma, altre per passione, altre ancora per confrontarsi e salire su un ring ed affrontare un avversario, sempre e comunque in un ambiente sano che trasmette prima di tutto il rispetto e l’umiltà, base della cultura Thailandese.

UISP

La scelta di far parte di UISP nasce prevalentemente dal fatto che, a livello nazionale, sia stata riconosciuta la Muay Thai come disciplina federale e quindi sia stata data la possibilità a tutte le realtà ad essa federate di creare eventi, incontri, stage e qualsiasi altra cosa in tutta legalità e tutelati sotto l’aspetto assicurativo.

Non solo, rimane da non sottovalutare il fatto che UISP si dichiara contro il razzismo e il fascismo e che porta avanti una campagna chiamata “SPORT PER TUTTI”.

Questione sicuramente importante dal punto di vista politico e sociale, visto che è anche uno dei concetti base che anima lo sport popolare.

In questo contesto si sta sviluppando una realtà di sport di estrema qualità, spesso maggiore che in altre palestre “normali”, dove in più vengono trasmessi valori sani e proposte iniziative non legate al business che danno la possibiltà agli atleti di confrontarsi e quindi crescere, sia sotto l’aspetto sportivo che quello culturale.

Infatti agli ultimi eventi organizzati si è potuto assistere ad un livello tecnico degli incontri molto alto e ad una partecipazione altissima sia in termini di atleti che di pubblico presente.

Un esempio per tutt@ di cosa dovrebbe essere lo sport popolare è stata l’ultima iniziativa organizzata da UISP, il “THAI CULTURE TOURNAMENT 014”, Campionato Nazionale di Muay Thai, la cui prima tappa si è svolta a Vicenza presso la Palestra Popolare Independiente sabato 22 marzo e che proseguirà con altre date sparse per il territorio, tra cui Brescia, Bologna, Padova, Macerata, Pesaro.

Ogni tappa sarà dedicata ad una festività della cultura Thailandese, la prima era in onore di Nai Khanom Tom, “padre” della Muay Thai, che nel 1767, catturato dall’esercito Birmano, sconfisse i 10 guerrieri Birmani più forti e guadagnò per lui e il suo popolo la libertà e l’attuale terra in cui vive il popolo thailandese.

Infatti tradotto letteralmente Thailand significa “terra del popolo libero” e quindi muay thai significa “boxe del popolo libero”. La prossima si svolgerà a Brescia, sabato 5 aprile, presso la Palestra Popolare Antirazzista e sarà dedicata a Song Kran, festa dell’acqua nonché capodanno Buddhista.

Sicuramente un percorso che sta arricchendo tutt@ e che fa un passo avanti rispetto alla stagnante discussione presente nell’ambiente pugilistico del federarsi o meno a FPI, che di fatto limita ed esclude tante realtà che potrebbero invece dedicarsi con più libertà e più tutele ad uno sport e una cultura come quella della boxe.

Crediamo che l’essere indipendenti da strutture e federazioni che non ci rappresentino, dia la possibilità di sviluppare idee e anche di crescere più velocemente sotto l’aspetto tecnico, per questo pensiamo che sia necessario provare a far riconoscere la boxe all’interno della UISP, per dare la possibilità veramente a tutt@ di vivere lo sport che più amiamo senza dover essere legati a meccanismi che non ci riguardano.

Stiamo infatti parlando di praticare la boxe a livello amatoriale e di avere la possibilità, ad esempio, di organizzare eventi in cui due pugili si affrontino sul ring tutelati a livello assicurativo e senza il rischio di incorrere in sanzioni legali, ma anche di poter semplicemente organizzare dei corsi all’interno delle palestre popolari senza dover per forza conseguire dei diplomi rilasciati attualmente solo da FPI, ovviamente a pagamento e soprattutto arrogandosi il diritto di essere gli unici conoscitori della boxe.

E’ ovvio invece che possano esistere differenti tecniche, sia di insegnare che di combattere e che la pluralità di idee porta sempre ad una migliore e più veloce crescita, data anche dalla condivisione del sapere, lasciando quindi da parte il vecchio schema Maestro-Allievo e prediligendo invece uno scambio equo tra atleti anche di diversa esperienza e lavorando sulla continua evoluzione portata dai differenti stili che possono coesistere nello stesso sport, cosa che già avviene nella Muay Thai in Thailandia ed in parte anche in Italia essendo presenti diverse federazioni, anche perché, quando poi ci si vuole confrontare, il quadrato è lo stesso per tutt@ e solo li sopra si può realmente vedere quale sia la miglior tecnica e la miglior preparazione. Sperando di stimolare una riflessione in tutt@ voi, vi salutiamo con stima ed affetto, continuando con sacrificio, rispetto ed umiltà a portare avanti lo sport popolare!!!!!!!!

Articoli Recenti

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Instagram
YouTube
YouTube