Campagna Raccolta Fondi Sostieni la Palestra Popolare – Omar Pedrini

Campagna Raccolta Fondi Sostieni la Palestra Popolare – Omar Pedrini

Sostieni la Palestra Popolare Antirazzista

Campagna Raccolta Fondi

 

Anche Omar Pedrini, cantautore e chitarrista, sostiene la Palestra Popolare Antirazzista.

Ci ricorda il grande valore umano e sociale che hanno le arti marziali e gli sport da combattimento. Ancora di piú quando applicate a contesti di degrado sociale ed economico come quello dove ci troviamo noi, in un quartiere tra i piú multietnici di Brescia, per anni lasciato al degrado e alle speculazioni industriali.

Lo sport tiene lontani, soprattutto i giovani, da situazioni pericolose e offre nuove prospettive, educando al rispetto per se stessi e per gli altri.

Grazie ad Omar Pedrini, per il supporto e per il bellissimo messaggio. e grazie a tutte e tutti voi che ci state sostenendo.

Campagna di raccolta fondi per sostenere la Palestra Popolare Antirazzista

 

Purtroppo, a seguito dell’emergenza COVID-19 siamo stati costretti a chiudere e le attuali disposizioni non ci consentono di riaprire. Le spese di gestione supererebbero le entrate che sarebbero drasticamente ridotte dalla contingentazione del pubblico.

Restiamo chiusi per prepararci ad una ripartenza esplosiva, in totale sicurezza per tutti.

Vi chiediamo un contributo per pagare le spese fisse mentre restiamo chiusi, quanto potete, quanto volete, per sostenere uno spazio libero, indipendente, ricco di cultura, sport e socialitá.

 

Cliccando sul pulsante qua sotto verrete reindirizzati sul Money Box del nostro account PayPal dove, con pochi e semplici passaggi, potrete contribuire con l’importo che volete in totale sicurezza.

Oppure se preferite potete effettuare un bonifico intestato a:

LIBERAMENTE ASSOCIAZIONE SPORTIVA

IBAN: IT60F0834054040000000704520

Causale: Donazione Volontaria

campagna raccolta fondi

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Campagna Raccolta Fondi Sostieni la Palestra Popolare – Dave Leduc

Campagna Raccolta Fondi Sostieni la Palestra Popolare – Dave Leduc

Sostieni la Palestra Popolare Antirazzista.

Campagna Raccolta Fondi

 

Dave Leduc, cinque volte campione del mondo di Lethwei, gia nostro ospite due volte con due partecipatissimi stage, apre ufficialmente la Campagna Raccolta Fondi.

Come dice Dave nel video, il progetto della Palestra Popolare Anirazzista é piú attuale che mai, anche alla luce di quello che sta accadendo negli Stati Uniti.

Da sempre le Arti Marziali e gli Sport da Combattimento sono sinonimi di rispetto ed uguaglianza.

Lo sport unisce e abbatte le differenze, sul ring o sul tatami siamo tutti uguali, ognuno con le sue paure e le sue debolezze.

Campagna di raccolta fondi per sostenere la Palestra Popolare Antirazzista

 

Purtroppo, a seguito dell’emergenza COVID-19 siamo stati costretti a chiudere e le attuali disposizioni non ci consentono di riaprire. Le spese di gestione supererebbero le entrate che sarebbero drasticamente ridotte dalla contingentazione del pubblico.

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Palestra Popolare Antirazzista

dal 2013 un punto di riferimento per gli Sport da Combattimento a Brescia e Provincia

La Palestra Popolare Antirazzista nasce da un progetto tra amici appassionati di Sport da Combattimento e da anni attivi nel sociale.

Dopo diversi viaggi al Tiger Muay Thai di Phuket, uno dei piú famosi e rinomati Camp nel Sud della Thailandia, alla scoperta della Muay Thai, nasce l’esigenza di avere uno spazio dove praticarla anche qua.

La mancanza di una palestra a Brescia adeguatamente attrezzata e organizzata per ospitare corsi in stile Thailandese ci ha spinti a pensare ad una soluzione.

E’ nel 2013 che il progetto si concretizza, dando vita ad uno spazio libero ed indipendente, in grado nel giro di poco tempo di diventare un punto di riferimento per gli sport da combattimento a Brescia e provincia.

Federati a UISP fin dal 2013 abbiamo contribuito a creare il settore Muay Thai all’interno delle Discipline Orientali UISP. Attualmente abbiamo corsi di;

Muay Thai, Kick Boxing / K1, Boxe / Pugilato, Krav Maga, Capoeira, Yoga.

Scopri gli orari dei corsi

Palestra Brescia

Le Palestre Popolari

Lo spirito che ha sempre animato la Palestra Popolare Antirazzista è quello dell’accoglienza e della condivisione, del rispetto e della solidarietà, ponendo lo Sport al centro di una crescita individuale e sociale.

La storia della Palestre Popolari in Italia risale agli anni ’70, passando per diversi percorsi; dai Centri Sociali, agli Spazi Occupati, fino ad arrivare a strutture regolarmente gestite da ASD come, ad esempio, la nostra.

Ma c’è sempre stato un fattore che ha accomunato tutte le esperienze di Sport Popolare, quello di volerlo riportare accessibile a tutti e restituendogli la giusta importanza a livello educativo e sociale.

Allenare Mente Corpo e Spirito

Crediamo che il modello proposto dalle “comuni” palestre sia piuttosto riduttivo. É limitativo pensarlo solamente come beneficio per l’aspetto fisico. Lo Sport è il miglior modo per allenare mente corpo e spirito.

Ancora di più se parliamo di Sport da Combattimento. L’aspetto psicologico è alla base di un buon risultato, la preparazione mentale è quella che può fare la differenza in un match.

Perchè Popolare e Antirazzista

Palestra Popolare proprio perchè pensiamo che lo Sport debba essere per tutte e tutti, di qualsiasi estrazione economica o sociale e indipendentemente dalla provenienza, dalla lingua, dal sesso o dal colore della pelle.

Se pensiamo a come vengano abbattuti gli schemi sociali in un contesto del genere, è facile capire come sia terreno fertile per una buona e sana integrazione.

Palestra Popolare Antirazzista semplicemente perchè Antirazzismo è sinonimo di Sport ed è un valore fondante della nostra società; sul ring, come nella vita, non conta il tuo colore o la tua provenienza ma la passione e l’amore che ci metti.

Gli Sport da Combattimento

Il mondo degli Sport da Combattimento in Italia ed in generale in occidente é spesso popolato da esaltati ed invasati che nulla hanno a che fare con il rispetto e la consapevolezza.

In Asia, culla delle arti marziali e in particolare in Thailandia, la Muay Thai é insegnata fin da bambini come forma di educazione al rispetto per se stessi e per gli altri.

Questo insegnamento ha un altissimo valore sociale, perché educare le persone al rispetto reciproco aiuta a vivere in una societá piú aperta e tollerante.

Il Rispetto

Quando si pratica uno Sport da Combatimento ci si allena per migliorare ogni aspetto di se stessi, ci si focalizza sui minimi dettagli per perfezionare le proprie armi.

Ci si affronta, senza esclusioni di colpi, sfoderando tutte le tecniche, i trucchi, le astuzie e le doti di ognuno, ma sempre nel rispetto dell’avversario, che non é un nemico.

Dopo essersi affrontati, combattendo come dei leoni, si finisce spesso ad abbracciarsi, in segno di stima e rispetto reciproco, consapevoli entrambi delle proprie forze e delle proprie debolezze.

Questo é lo spirito che anima la Palestra Popolare, chiunque si sia allenato con noi sa che ha dovuto dare il massimo, ha sudato e faticato, ma ne é uscito con qualcosa in piú.

palestra brescia

Potete trovare gli orari di tutti i corsi della Palestra Popolare Antirazzista cliccando qui. Oppure se avete bisogno di ulteriori informazioni potete contattarci cliccando qui, o venire direttamente in Palestra a Brescia in via Nullo 12.

Sport da Combattimento e COVID

Sport da Combattimento e COVID

Sport da Combattimento e COVID

Considerazioni sulla riapertura delle Palestre per Sport da Combattimento

 

Maggio 2020, Brescia, Lombardia, Regione che puó vantare uno dei migliori e piú avanzati sistemi sanitari Europei, purtroppo, gestito dai peggiori politici italiani che oggi si vantano di come hanno gestito l’emergenza COVID-19, nonostante l’evidente catastrofico fallimento del loro sistema, basato su profitto, corruzione e tagli del personale. Con migliaia di morti, decisioni scellerate, pochi tamponi, isterismo e confusione, la Regione Lombardia puó vantare il triste record di contagi e decessi in Italia.

 Tra pochi giorni le palestre e i centri sportivi potranno riaprire anche qua, si attende l’ufficializzazione della data precisa, anche se con regole piuttosto stringenti. Distanziamenti, prenotazioni, ingressi contingentati, mascherine, sanificazioni ad ogni cliente. Diventa difficile pensare alla riapertura di una palestra, come la nostra ad esempio, seguendo le regole e le indicazioni fornite.

Ma se anche le regole fossero state differenti, la nostra decisione non sarebbe cambiata;

 NOI NON RIAPRIREMO

 – Perché non é questione di regole ma di buon senso.

 – Perché riaprire a queste condizioni significa fallire.

 In questi anni alla Palestra Popolare Antirazzista abbiamo cercato di adottare una linea gestionale che ci differenziasse da altre realtà semplicemente facendo non del profitto il nostro obbiettivo. Organizzando invece corsi e attività per tutti quelli che volevano avvicinarsi alla nostra idea di fare sport come parte di un progetto più ampio, fatto di accoglienza, collaborazione, condivisione, onestà e antirazzismo mantenendo sempre un alto livello professionale anche dal punto di vista sportivo.

In parte ci siamo riusciti anche se in questi anni abbiamo visto di tutto, chi ci ha creduti una delle tante palestre da scegliere, chi ci ha preferiti perchè economici, chi perchè si poteva entrare senza controlli all’ingresso, chi perchè aveva fiducia di quello specifico istruttore ma anche chi partecipava per il puro piacere di far parte di quel modello differente di palestra, chi non ha perso un occasione per darci sostegno anche nelle attività di autofinanziamento magari senza nemmeno frequentare la palestra e chi invece non ha mai mosso un dito al di fuori del suo personale allenamento. Ci andava comunque bene così perchè consapevoli che quelli che non coglievano o non condividevano profondamente il senso che ci anima prima o poi avrebbero fatto altre scelte. Il 7° compleanno, caduto il 6 aprile, avremmo voluto festeggiarlo diversamente, ma il Covid-19 aveva già sconquassato le nostre vite imponendoci la chiusura forzata.

Costretti a fermarci

In questi due mesi è successo di tutto, la Lombardia, non senza colpe, ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo e Brescia in particolare ha il triste primato del numero di vittime sul territorio nazionale. Il sistema economico però non può fermarsi come ci dicono gli economisti al servizio dei potenti e quindi le attività commerciali pur con mille limiti e difficoltà hanno dovuto provare a rimettersi in moto e con loro anche il mondo dello sport, dei centri fitness e delle palestre. Non c’è cosa peggiore che non poter continuare a fare quello che più ti piace ma a volte la scelta s’impone e così abbiamo deciso di non accelerare i tempi della ripresa perchè troppo alto è il rischio in termini di salute oltre che improbabile adottare misure adeguate per gli sport da combattimento che prevedono il contatto.Ci fermiamo, ma con il solo obbiettivo di ricominciare piú forti di prima.

Questo vuol dire pensare a come coprire le spese fisse in questi mesi senza introiti, vuol dire valutare in che modalità e con quali accorgimenti si potrà riprendere in sicurezza e soprattutto vuol dire pensare a come non deludere chi ci viveva come una seconda casa e non vede l’ora di tornare. Non staremo fermi ad aspettare improbabili aiuti Statali, Regionali o Comunali ma come sempre conteremo sulle nostre forze uniti a tutti quelli che ci conoscono e ci stimano.

Seguiteci sui nostri canali social, pronti a ripartire insieme, per continuare a garantire a Brescia uno spazio libero, indipendente, ricco di cultura, sport e socialitá.

 STAY TUNED

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COVID-19 Fase 2 – Second Round

COVID-19 Fase 2 – Second Round

COVID-19 Fase 2

Palestra Popolare Antirazzista ed emergenza COVID

Dal 31 gennaio 2020, quando furono individuati i primi due casi di Covid-19 in Italia e di fatto cominció anche per noi questa assurda realtá che ormai é chiaro che segnerá per sempre la storia mondiale, come ASD LiberaMente non ci siamo mai espressi pubblicamente a riguardo. Secondo noi era inutile farlo in una situazione di emergenza di queste dimensioni.

Covid-19 Fase 2

A volte, bisogna avere la capacitá e la maturitá di restare in silenzio, osservare e capire quel che succede, riflettere e poi agire, avendo una visione piú completa, non per forza voler esprimere il proprio parere come tanti hanno fatto pensando di essere esperti epidemiologi, economisti o sociologi, ma in realtá senza avere nessuna cognizione della realtá.

La Sottovalutazione

Infatti il piú grande problema é stato sicuramente la sottovalutazione dell’evento, nonostante, fin da gennaio, c’erano tutti gli elementi per cominciare a prendere le dovute misure per arginare un’epidemia che poco dopo sarebbe diventata una pandemia.

Inizialmente tante persone hanno superficialmente substimato il virus, pensando che fosse una semplice influenza, quando in Cina c’erano giá stati centinaia di morti e a fine dicembre 2019 fu dichiarato proprio dal Governo Cinese lo stato di emergenza a causa dell’epidemia. É proprio in questo modo che il virus ha potuto circolare da un corpo all’altro cercando i piú deboli su cui accanirsi, perché questa é la potenzialitá di un virus, la capacitá di replicarsi all’infinito e in questo caso molto rapidamente e con un’aggressivitá preoccupante.

Sin da subito la nostra decisione fu di chiudere gli spazi che gestiamo, la Palestra Popolare Antirazzista, perché consapevoli dell’alto rischio di contagio che c’é all’interno di una palestra dove si praticano sport da combattimento.

Difficile rispettare le distanze di un metro l’uno dall’altro e spesso con piú di trenta persone tutte insieme nello stesso spazio che, allenandosi, respirano intensamente emanando goccioline di saliva ben piú lontano di un metro.

Impatto devastante

Per noi, come per alcune altre attivitá, l’impatto é stato devastante e sinceramente per il momento anche difficile vederne una soluzione, almeno fino a quando non verrá trovato un vaccino.

Fino a quando una sola persona al mondo sará positiva a questo virus nessuno potrá sentirsi al sicuro, é bene chiarirlo, perché il virus non conosce frontiere, lingue, religioni o colori ed in un mondo sempre piú globalizzato questo dovrebbe far riflettere tutti e pensare globalmente ad una soluzione, sia sanitaria che socio economica.

Per il momento non abbiamo visto nessuna forma di aiuto economico da parte del governo a realtá come la nostra, di indubbio interesse sociale e con comprovate impossibiltá a coprire le spese, speriamo si accorgano anche di noi, perché nella ricostruzione socio economica del nostro paese saranno importanti realtá come la nostra, dove si condividono sport, cultura, socialitá ed educazione.

Safe Mode

Intanto stiamo lavorando per cercare delle temporanee soluzioni, senza date e senza fretta, quando la situazione sará migliorata e i contagi drasticamente diminuiti ci faremo trovare pronti, a ripartire in “Safe Mode”…….Stay Tuned e restate in guardia, é appena terminato il Primo Round, siamo all’angolo per il minuto di pausa, da domani comincia il Secondo Round, il match é ancora lungo e tortuoso, ma noi non molliamo, perché chi lotta puó perdere, chi non lotta ha giá perso. 

Palestra Popolare emergenza covid

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Lethwei Brescia: Intervista a Dave Leduc

Lethwei Brescia: Intervista a Dave Leduc

Lethwei Brescia

Intervista a Dave Leduc

the King of Lethwei

Intervista a Dave Leduc dopo lo Stage di Lethwei a Brescia alla Palestra Popolare

Bad Literature Inc. ha rivolto qualche interessante domanda al Campione del Popolo.

Dopo un incredibile e partecipatissimo stage alla Palestra Popolare Antirazzista del campione del mondo di Lethwei Dave Leduc a cui hanno partecipato più di 50 atleti da diverse città italiane, abbiamo avuto il piacere e l’onore di rivolgere qualche domanda al King of Lethwei.

Grazie a Bad Literature Inc. per le ottime domande proposte e grazie a Dave per la passione, l’energia e la determinazione che ci ha regalato. Non tutti i giorni si ha la fortuna di incontrare dei campioni così umili e disponibili.
Dave Leduc il campione del popolo, cittadino del mondo e re del Lethwei.

lethwei brescia italia
palestra brescia

Palestra Popolare Antirazzista

 

la migliore Palestra a Brescia per Sport da Combattimento.

 

 

Competenza, professionalitá e umiltá. Se cerchi una Palestra a Brescia dove allenarti come un vero campione ti aspettiamo.

Quattrocento metri quadrati di spazio, un ring olimpionico sei metri per sei, sacchi ed attrezzature professionali, piú di duecento metri quadrati di tatami, istruttori preparati ed attenti, questa é la migliore Palestra a Brescia dove allenarsi in un clima amichevole e famigliare.

Impara a conoscere te stesso e i tuoi limiti, impegnati per superarli e scopri la differenza tra fiducia in te stesso ed ego.Ti aspettiamo in Palestra a Brescia per vedere con i tuoi occhi e provare senza impegno il corso che preferisci, oppure per parlare direttamente con gli istruttori.

Un campione non é altro che un sognatore che non ha mai mollato.

Respect No Ego

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Palestra Popolare Antirazzista Stagione 2019/20

Palestra Popolare Antirazzista Stagione 2019/20

Palestra Popolare Antirazzista

Stagione Sportiva 2019/20

Corsi di Muay Thai, Kick Boxing, Boxe, Krav Maga, Capoeira, Karate, Wing Chun, Yoga, Pilates a Brescia

(Clicca qui per vedere gli orari di tutti i corsi alla Palestra Popolare)

Riparte la stagione sportiva alla Palestra Popolare Antirazzista, dal 2013, un punto di rfierimento per gli sport da combattimento a Brescia e Provincia. La migliore palestra dove allenare corpo, mente e spirito.

Da noi nessuno è straniero – Respect No Ego.

Muay Thai Brescia

Palestra Popolare Antirazzista

Corsi di Muay Thai, Kick Boxing, Boxe, Krav Maga, Capoeira, Yoga a Brescia

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Palestra Popolare Antirazzista

 

la migliore Palestra a Brescia per Sport da Combattimento.

 

 

Competenza, professionalitá e umiltá. Se cerchi una Palestra a Brescia dove allenarti come un vero campione ti aspettiamo.

Quattrocento metri quadrati di spazio, un ring olimpionico sei metri per sei, sacchi ed attrezzature professionali, piú di duecento metri quadrati di tatami, istruttori preparati ed attenti, questa é la migliore Palestra a Brescia dove allenarsi in un clima amichevole e famigliare.

Impara a conoscere te stesso e i tuoi limiti, impegnati per superarli e scopri la differenza tra fiducia in te stesso ed ego.Ti aspettiamo in Palestra a Brescia per vedere con i tuoi occhi e provare senza impegno il corso che preferisci, oppure per parlare direttamente con gli istruttori.

Un campione non é altro che un sognatore che non ha mai mollato.

Respect No Ego

La Muay Thai

 

La Muay Thai é nota anche come thai boxe, boxe thailandese o pugilato thailandese.

É un’arte marziale e sport da combattimento a contatto pieno che ha le sue origini nella Mae Mai Muay Thai (Muay Boran), antica tecnica di lotta thailandese. Esso utilizza una vasta gamma di colpi con piedi, ginocchia, pungi, gomiti e di tecniche di clinch.

La Scienza degli otto arti

La disciplina è nota come “l’arte delle otto armi” o “la scienza degli otto arti”. Consente ai due contendenti che si sfidano di utilizzare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate.

Quindi otto parti del corpo utilizzate come punti di contatto rispetto ai due del pugilato, oppure ai quattro della kick boxing, con un’intensa preparazione atletica e mentale che fa la differenza negli scontri a contatto pieno.

La muay thai originale divenne popolare nel XVI secolo in patria, ma si diffuse internazionalmente solo nel XX secolo, dopo alcune modifiche regolamentari e quando diversi pugili thailandesi si confrontarono con successo con i rappresentanti di varie arti marziali.

Muay Thai Brescia e provincia
Muay Thai Brescia e provincia

Nai Khanomthom

Si narra che durante la guerra fra il regno del Siam e la Birmania del 1767, la capitale Ayutthaya venne distrutta dagli invasori birmani.

Coloro che non riuscirono a scappare furono fatti prigionieri e deportati come schiavi. Il re birmano Hsinbyushin organizzò dei tornei per celebrare la vittoria.

Fece combattere i suoi migliori guerrieri contro i guerrieri siamesi che aveva fatto prigionieri, utilizzati come gladiatori.

Il Re rimase affascinato

Durante questi incontri, il re rimase affascinato dai combattimenti di uno dei prigionieri, il cui stile assomigliava in parte a quello dei migliori guerrieri birmani che praticavano il Parma (arte che prediligeva colpi di braccia in quanto l’abito che indossavano impediva movimenti molto vistosi delle gambe).

Ammaliato dalla Pahuyuth e dallo stile di questo guerriero misterioso, il sovrano diede ordine che affrontasse i dieci migliori guerrieri birmani.

Il lottatore siamese riuscì a vincere tutti i dieci avversari (che fu costretto ad affrontare) con colpi potenti, veloci e precisi ed il re, stupito dall’impresa, concesse la libertà a lui e ad altri prigionieri catturati ad Ayutthaya.

La Leggenda

Nacque in tal modo una delle più famose leggende del popolo thailandese: quella di Nai Khanom Thom.

Da allora, la figura di questo eroe viene vista come anima ed essenza della muay thai, pronto al sacrificio anteponendo ai propri interessi l’onore, l’amore per la patria, la propria religione, il proprio maestro e la propria scuola.

Il 17 marzo è il giorno in cui viene celebrata la festa di Nai Khanom Thom.

Etimologia

La parola Muay, che significa “combattimento”, “pugilato” o anche “lotta”, deriva dal sanscrito Mavya che significa “unire insieme”.

La parola Thai è invece un aggettivo di origine nazionale, il cui significato originale è “popolo libero” (in maniera analoga al significato del nome dei franchi).

Il termine Muay Thai è quindi traducibile con “combattimento dei thailandesi”. In inglese il nome viene spesso tradotto con “thai boxing”.

A volte questo genera confusione perché si pensa che esista una differenza fra la muay thai e la thai boxe, con quest’ultima che sarebbe una variante regolamentare occidentale. In realtà i due termini sono sinonimi ed indicano la stessa disciplina.

Un praticante di muay thai è conosciuto come Nak Muay. I praticanti occidentali sono a volte chiamati Nak Muay Farang, che significa “pugile straniero”

Muay Thai Brescia e provincia
Muay Thai Brescia e provincia

Storia della Muay Thai

La Muay thai ha origine nell’antico Regno del Siam (attuale Thailandia) e, come per il resto delle altre arti marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato fatto di guerre e razzie.

L’invasione con cui i birmani posero fine al Regno di Ayutthaya, radendo al suolo la capitale omonima, provocò la distruzione di gran parte degli archivi storici e culturali. Le notizie sull’antico Siam si basano sui pochi scritti salvati dalla distruzione e sulle cronache dei regni confinanti, e non si possono quindi considerare pienamente attendibili.

Diverse Teorie

Sulla controversa storia del popolo thai e la misteriosa nascita della muay thai esistono due teorie. La prima sostiene che il popolo degli Ao-Lai fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli nei territori che attraversarono durante il periodo migratorio (tibetani, cinesi, khmer, birmani e altri).

La seconda afferma che il popolo degli Ao-Lai era già presente in quei territori e che doveva difendersi dalle invasioni dei popoli confinanti.Prendendo in considerazione la prima teoria, si narra che tutto abbia avuto origine attorno al I secolo dalla tribù degli Ao-Lai.

La migrazione

Intorno all’anno 200 a.C. migrarono dal nord dell’India fino alla valle del Mekong per poi raggiungere quello che sarebbe diventato il Regno del Siam, passando attraverso il Tibet orientale, a sud delle ricche vallate dell’odierno Yunnan, nella Cina di sud-ovest.

Da li si spostarono in tutte le direzioni arrivando fino ai confini dell’impero per poi puntare di nuovo verso sud.

A questo punto il popolo degli Ao-Lai si divise in tre gruppi:

  • Gli shan, che si stanziarono nel nord-est dell’odierna Birmania
  • Gli Ahom, che si diressero ad est fino al Vietnam
  • Gli Ao-Lai che mantennero il nome e si diressero verso la terra che sarebbe diventata la loro patria, il “Regno del Siam”

Gli Stili

A scopi difensivi gli Ao-Lai crearono uno stile di lotta che prevedeva l’uso delle armi e il combattimento corpo a corpo chiamato Krabi Krabong. Intorno al 1700 i due differenti stili di combattimento si scissero e divennero;

  • Krabi Krabong, lo stile che prevedeva l’uso delle armi (spada, lancia, giavellotto, pugnale, bastone).
  • Muay thai, lo stile di combattimento corpo a corpo che prevedeva l’uso delle braccia (gomiti, avambracci), delle mani (dita e nocche), delle gambe (tibia e ginocchia), della testa e dei piedi (pianta dorso e talloni).

La storia di quest’antica arte marziale va di pari passo con la storia della nazione e di conseguenza anche la muay thai nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti, fino a raggiungere la forma odierna.

La Boxe

Il pugilato, o Boxe è uno dei più antichi e noti sport da combattimento.

A livello competitivo esso si svolge all’interno di uno spazio quadrato chiamato ring. I due atleti si affrontano colpendosi con i pugni chiusi allo scopo di indebolire e atterrare l’avversario per una determinata durata di tempo.

Gli esseri umani fin dall’alba della storia hanno praticato l’arte del combattimento con le mani. Le prime evidenze storiche di incontri di pugilato sportivi sono state rintracciate nel Vicino Oriente e risalenti al III e al II millennio a.C.

La documentazione più antica di un vero e proprio regolamento di pugilato è risalente all’Antica Grecia, nell’ambito della quale il pugilato venne praticato durante i giochi olimpici del 688 a.C.

Il pugilato si è successivamente evoluto tra il XVI e il XVIII secolo d.C., soprattutto in Gran Bretagna, con l’emergere di incontri di pugilato che mettevano in palio una posta in denaro. Fino ad arrivare alla metà del XIX secolo, quando nel 1867 vennero introdotte le regole del Marchese di Queensberry.

Stili del pugilato olimpico

Il pugilato olimpico è il pugilato dilettantistico, ove i pugili si confrontano divisi in squadre organizzate dalle rispettive nazioni di appartenenza.

La Boxe a Cuba

Lo stile cubano è influenzato dalla cultura popolare del ritmo e della musica. I pugili cubani si distinguono per la coordinazione ritmica e per tecnica e tattica stilose.
La loro evoluzione pugilistica ha saputo reinterpretare la forza ed il modo di colpire europeo, con il gioco di gambe statunitense. Mentre il modo di allenarsi riprende quello degli atleti della russia sovietica.

La Boxe in Europa

Gli stili europei di pugilato erano in passato assai diversificati fra loro, ma dopo la Seconda guerra mondiale si è verificata un’amalgamazione.
Ultimamente si è affermato un modo di crescere il pugile mirato sulle sue caratteristiche personali. Generalmente i pugili europei prediligono eseguire una serie di colpi brevi e dinamici, con un buon gioco di gambe, e combinazioni in partenza dopo un’azione difensiva.
Inoltre secondo la FPI: Attualmente, nel pugilato di stile olimpico è raro vedere difese a carico delle braccia, soprattutto le deviazioni che sono letteralmente sparite. La tendenza è quella di utilizzare difesa e colpo in coincidenza temporale con un adeguato pressing.

La Boxe in Russia

Lo stile russo, che deriva da quello sovietico, ha mantenuto molte delle sue caratteristiche originarie, come il modo di colpire deciso e mirato al bersaglio.
Attualmente ci si è allontanati dalla potenza per focalizzarsi maggiormente nei movimenti attivi e aggressivi. Lo stile russo è ben radicato in patria ed influenza altresì le nazioni vicine.
La preparazione tecnica di base è molto considerata, ma sempre focalizzandosi sulle abilità fisiche e fisiologiche del pugile particolare. Ai più alti livelli gli atleti si allenano nel cambio-guardia, nei diversi modi di colpire, di muoversi e di difendersi.
I pugili spostano la distribuzione del peso sui piedi secondo la tattica e la situazione.
Usano la mano guida per le finte od altri attacchi preparatorii, mentre l’attacco principale a seguire sarà un forte colpo con la mano dietro, oppure una serie di diretti sinistri.

La Boxe negli Stati Uniti

Lo stile statunitense riflette il retroterra culturale ed etnico, gli insegnamenti, le filosofie e gli stili di un vasto ventaglio di allenatori americani.
Ad ogni modo, l’elemento più caratterizzante è l’elevato livello di atletismo dei pugili statunitensi. Caratteristica che permette lor di avere molte energie da spendere, e per molto a lungo.
Velocità, potenza, forza, rapidità, agilità sono caratteristiche salienti nei programmi di allenamento di boxe statunitense.
Un altro fattore determinante sono l’elevato numero di competizioni domestiche, come ad esempio: Silver Gloves, Golden Gloves, National Police Athletic League, Armed Forces, Junior Olympic Programs.
Queste competizioni permettono ai giovani di potere crescere, pugilisticamente, sin da tenera età.

La Kick Boxing

Kick Boxing / k1 Brescia

Le origini della Kick Boxing

La Kick Boxing è uno sport da combattimento di origine giapponese.Diffusosi poi in USA, che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato.

La kickboxing è nata in Giappone negli anni sessanta. In quel periodo le uniche forme di combattimento a contatto pieno erano il full contact karate, la muay thai thailandese, il Sambo russo, la savate francese, il taekwondo coreano, il karate contact ed il sanda cinese.

I giapponesi iniziarono a organizzare gare di karate a contatto pieno (karate full contact). Questo genere di combattimenti stava acquisendo interesse sempre maggiore.

Finché negli anni ’70 alcuni maestri di arti marziali provarono a sperimentare una nuova formula unendo le tecniche di pugno del pugilato alle tecniche di calcio del karate. E nacque così il Full Contact Karate.

Tuttavia vi fu una certa confusione dei nomi e degli stili, anche in virtù del fatto che nel Full Contact Karate si colpisce con i calci, dal busto in su. Mentre nella kickboxing giapponese si potevano dare calci anche alle gambe.

 

La Kick Boxing negli Stati Uniti

A cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta con il termine kickboxing spopolò negli Stati Uniti una forma di full contact karate dove gli atleti vestivano dei lunghi e larghi pantaloni e delle apposite scarpe.

Ed inizialmente era vietato colpire con calci portati sotto la cintura. Tra i più importanti enti ed organizzazioni vi erano WKA ed ISKA.

Il  “K-1”

Successivamente, sempre in Giappone, nel 1993, venne organizzato un torneo chiamato K-1. La “K” sta per Karate, Kempo e Kickboxing.

In questo torneo le regole sono quelle della kickboxing, ma sono valide anche le ginocchiate senza presa e i pugni saltati e girati.

Lo scopo era mettere sullo stesso quadrato (ring) atleti di diverse arti marziali e sport da combattimento con un regolamento sportivo che permetteva loro di confrontarsi.

Visti i capitali elevatissimi e l’entusiasmo enorme dei giapponesi, in questi avvenimenti, il K-1  divenne il più importante torneo al mondo.

Il termine “K-1” ha assunto attualmente l’accezione di uno sport da combattimento a sé stante, benché vi partecipino atleti provenienti dalla muay thai, dalla kickboxing o da altri sport simili. Il regolamento del torneo è chiamato K-1 Style.

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