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Tieni Pulita La Tua Città

 

Riportiamo il comunicato di alcune Palestre Popolari della zona

 

"Abbiamo appreso in questi giorni che alcuni atleti e attivisti della palestra popolare antirazzista di Brescia sono stati vigliaccamente aggrediti da un gruppo di neonazisti durante un'iniziativa sportiva all'interno di un noto festival nei pressi di Brescia. Da molto tempo ormai le palestre popolari svolgono un ruolo fondamentale in tutte le città nel dare opportunità a tante persone di praticare sport senza subire discriminazioni di tipo etnico, sessuale o economico. Le palestre infatti sono luoghi liberi dalle logiche del mercato dello sport legato al capitalismo più sfrenato, liberi dal razzismo e dall'omofobia. Promuovono uno sport solidale, gratuito e accessibile a tutti. Tutto ciò però da molto fastidio ad alcuni gruppetti di estrema destra, che fanno dell'odio razziale la loro principale bandiera e predicano l'accanimento verso il più debole. Infatti questa ideologia viene poi trasmessa anche nello sport e nelle palestre, gestite da questi personaggi. Noi siamo stati tra i primi promotori di tutte le iniziative che nelle nostre città sono riuscite a cacciare i fascisti di forza nuova numerose volte. E quotidianamente pratichiamo sport e organizziamo iniziative sportive nella nostra città e non solo. Forti dei nostri valori e del nostro essere antifascisti, ma forti anche di essere tutti parte di una rete di palestre popolari sparse in tutta italia, diamo la nostra piena solidarietà ai compagni e cittadini che sono stati aggrediti da questa vile azione fascista e ci impegniamo affinché fatti simili non accadano mai più praticando quotidianamente l'antifascismo in tutti i territori.

Palestra Popolare Rivolta Marghera, Palestra Independiente Vicenza, Palestra Popolare Tpo Bologna"

Prison Fight Thailand - Combattere per la Libertà

"Prison Fight "è un evento di beneficenza contro l'abuso di droghe che si svolge in diverse prigioni della Thailandia. Gli eventi fanno parte del più ampio programma di riabilitazione della World Prison Fight Association (WPFA) con l'assistenza del Dipartimento di Correzione. Lo scopo è quello di promuovere lo sport e la buona salute tra i detenuti e per aiutarli ad un migliore adattamento sociale in futuro.

Per comprendere il significato del programma di riabilitazione "Prison Fight" bisogna prima capire la mentalità del popolo Thai. La Thailandia ha una forte tradizione negli sport da combattimento come la Muay Thai e la Boxe. Cominciano ad imparare la Muay Thai alla scuola primaria, per questo quasi tutti i thailandesi hanno questa abilità. La tradizione di lotte carcerarie risale ai tempi della nascita della Muay Thai, nel 1767 quando, dopo la caduta di Ayutthaya migliaia di soldati thailandesi furono fatti prigionieri e riconquistarono la libertà grazie al leggendario Nai Khanom Tom che sconfiggendo tutti i migliori guerrieri Birmani impressionò a tal punto il Re Birmano da guadagnarsi la libertà per se e per tutti i soldati e l'attuale terra denominata Tailandia che tradotto letteralmente significa "terra del popolo libero".

Secondo la legge thailandese infatti, c'è la possibilità di essere amnistiato se si ottengono grandi successi sportivi, in particolare per il titolo di Champion of the World in professional Muay Thai. 

Ma il Dipartimento di Correzione non può organizzare incontri tra pugili detenuti più di una volta all'anno e questo non è abbastanza per motivare gli atleti detenuti a restare in forma. Il programma WPFA è stato il primo a dare la possibilità ad atleti stranieri provenienti da tutto il mondo, di qualsiasi livello, dai principianti ai professionisti, di sfidare la squadra di atleti detenuti. Negli ultimi 6 eventi hanno partecipato atleti provenienti da 20 paesi e sono in continuo aumento le richieste di adesione.

 

Per prima cosa il WPFA allestisce le palestre all'interno delle carceri, fornendole di tutte le attrezzature necessarie, dopodichè invitano i prigionieri a partecipare al programma di riabilitazione e dopo un duro allenamento, una volta che partecipano ad un evento del "Prison Fight" hanno diritto ad un compenso economico che gli verrà accreditato direttamente sul conto bancario. Tutti i detenuti che vogliono partecipare al programma avranno la possibilità di combattere contro un avversario al di fuori del carcere, allo stesso livello di abilità. Per la maggior parte dei combattenti l'obiettivo principale non è solo quello di vincere, ma partecipare alla riabilitazione. 

I partecipanti al programma di riabilitazione avranno uno sconto di pena e gli sarà concesso l'accesso agli eventi "Prison Fight" per supportare gli altri detenuti che combattono sul ring. 

 

Quando i detenuti usciranno dal carcere gli verrà offerto un lavoro in palestra come allenatore o verranno aiutati nella carriera professionistica della Muay Thai, se lo desiderano.

PRISON FIGHT SU FACEBOOK

IL SITO UFFICIALE DI PRISON FIGHT

Comunicato sull'aggressione fascista alla Crazy-Cow Fest

 

 

Organizzarsi in un'associazione e decidere di proporre eventi per raccogliere fondi da destinare a bambini bisognosi, in Africa o in qualunque altro paese al mondo, vuol dire fare politica.

Aprire una palestra popolare come associazione, per proporre sport per tutt@ e divulgare valori fondanti per la nostra società come l'antirazzismo, il rispetto, la solidarietà vuol dire fare politica.

Organizzarsi in un gruppo di naziskin, premeditare e mettere in campo un'aggressione ad una festa organizzata per beneficenza, picchiare, spaccare, minacciare gente solo perché identificata come di sinistra vuol dire fare politica per i fascisti, per loro questi sono, storicamente, sempre stati i metodi da utilizzare.

Chi ignora questi concetti non ha ancora capito che nella vita bisogna prendere delle posizioni, che non si può vivere con un piede in due scarpe.

La Crazy Cow, associazione che esiste da diversi anni in Franciacorta, organizza da 10 anni una festa presso il parco di Paderno, definendosi “apolitici”, non capendo che la loro è politica e che semmai sono apartitici, ovvero svolgono delle attività sociali e quindi politiche per forza di cose, al di fuori di schieramenti e partiti organizzati, differenza molto importante per poi giungere ad una sana conclusione.

Tralasciando le critiche a livello organizzativo, che non ci competono, ma che comunque non hanno garantito la sicurezza e il tranquillo e regolare svolgimento della festa, costringendo famiglie con bambini, giovani e meno giovani a scappare con bottiglie e panche che volavano, sangue e feriti ovunque, il problema fondamentale rimane quello di non aver voluto prendere pubblicamente e nettamente le distanze da chi venerdì notte si è reso responsabile di una vile aggressione fascista ai danni di diverse persone, tra cui alcuni organizzatori, nonché frequentatori della Palestra Popolare di Brescia........Antirazzista, si, Antirazzista, perché questo in fin dei conti è stato il fattore scatenante di tutto.

Si sapeva infatti che la domenica successiva la Palestra Popolare Antirazzista di Brescia sarebbe stata invitata proprio alla Crazy Cow Fest per dimostrazioni ed esibizioni delle discipline svolte in palestra, cosa che probabilmente ha dato fastidio al gruppuscolo di vigliacchi fascisti, i quali hanno pensato bene di presentarsi a ora tarda il venerdì notte, armati di bastoni e coltelli, per creare il chaos e intimorire i partecipanti, facendo anche il nome della palestra popolare.

Evento gravissimo in se, che va assolutamente contrastato in qualsiasi modo, sul quale è il caso che tutti riflettiamo e diamo una risposta unita e concreta.....ma così non è per gli organizzatori della Crazy Cow, che invece preferiscono tenere una improbabile equidistanza, non distinguendo tra aggrediti e aggressori e chiedendo a noi della Palestra di presentarci senza le nostre magliette per evitare ulteriori problemi.

Siamo fieri di essere una Palestra Popolare Antirazzista, che insieme a tantissime altre palestre popolari ed antirazziste in tutta Italia sta svolgendo un lavoro sul territorio importantissimo, abbiamo ricevuto diversi ringraziamenti per il lavoro svolto sul piano sociale e dell'integrazione, facciamo tutto senza scopo di lucro e anzi, spesso siamo costretti a ricorrere alle nostre finanze per poter portare a termine gli eventi che organizziamo......per quello che siamo, per quello che rappresentiamo non piegheremo mai la testa davanti a dei fascisti, piuttosto combatteremo per far valere i diritti dell'uguaglianza e del rispetto.

Siamo assolutamente schierati, siamo contro la gente che si comporta in questo modo, che si chiamano e si fanno chiamare fascisti, che premeditano e organizzano ronde contro chi la pensa diversamente, che predicano odio per il diverso e proprio questo vuol dire ANTIRAZZISTA e probabilmente da fastidio a qualcuno.......ma noi non abbiamo paura di prendere posizione.

Ci dispiace quindi per l'accaduto, siamo assolutamente solidali con tutt@ i/le ferit@, che sono numeros@ e speriamo che questo faccia riflettere tante persone, perché fatti simili hanno già portato in passato ad esiti ben più gravi, con ferimenti o addirittura uccisioni da parte di gruppi di fascisti.

Ovviamente già sui media locali si riporta la notizia come una rissa, per fortuna è almeno specificato “scatenata da un gruppo di naziskin”, è invece importante dare il suo peso e il suo spazio all'accaduto, non è una rissa, ma una vera e propria aggressione premeditata.......a cui sarebbe stato giusto rispondere Domenica pomeriggio con una massiccia presenza della palestra popolare e di tutt@ le/gli antirazzisti della zona, proprio a sostegno della festa in solidarietà con i feriti e per ribadire che non sono 10 naziskin vigliacchi che possono fermare la lotta per la dignità di tutt@.

 

Ci dispiace invece per la decisione presa dall'assemblea della Crazy Cow, che invece di denunciare pubblicamente l'accaduto come una gravissima aggressione fascista ci chiede di presentarci senza le nostre magliette, quasi per paura di non voler scatenare ulteriori problemi.....se questo vuol dire essere “apolitici”.......a noi non piace, preferiamo non partecipare........preparare una risposta e proseguire con la nostra azione, che se da fastidio a certa gente, sta sicuramente andando dalla parte giusta.

 

Solidali e Antirazzisti

 

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Giovedì, 14 Novembre 2019 21:32
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