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Comunicato sull'aggressione fascista alla Crazy-Cow Fest

 

 

Organizzarsi in un'associazione e decidere di proporre eventi per raccogliere fondi da destinare a bambini bisognosi, in Africa o in qualunque altro paese al mondo, vuol dire fare politica.

Aprire una palestra popolare come associazione, per proporre sport per tutt@ e divulgare valori fondanti per la nostra società come l'antirazzismo, il rispetto, la solidarietà vuol dire fare politica.

Organizzarsi in un gruppo di naziskin, premeditare e mettere in campo un'aggressione ad una festa organizzata per beneficenza, picchiare, spaccare, minacciare gente solo perché identificata come di sinistra vuol dire fare politica per i fascisti, per loro questi sono, storicamente, sempre stati i metodi da utilizzare.

Chi ignora questi concetti non ha ancora capito che nella vita bisogna prendere delle posizioni, che non si può vivere con un piede in due scarpe.

La Crazy Cow, associazione che esiste da diversi anni in Franciacorta, organizza da 10 anni una festa presso il parco di Paderno, definendosi “apolitici”, non capendo che la loro è politica e che semmai sono apartitici, ovvero svolgono delle attività sociali e quindi politiche per forza di cose, al di fuori di schieramenti e partiti organizzati, differenza molto importante per poi giungere ad una sana conclusione.

Tralasciando le critiche a livello organizzativo, che non ci competono, ma che comunque non hanno garantito la sicurezza e il tranquillo e regolare svolgimento della festa, costringendo famiglie con bambini, giovani e meno giovani a scappare con bottiglie e panche che volavano, sangue e feriti ovunque, il problema fondamentale rimane quello di non aver voluto prendere pubblicamente e nettamente le distanze da chi venerdì notte si è reso responsabile di una vile aggressione fascista ai danni di diverse persone, tra cui alcuni organizzatori, nonché frequentatori della Palestra Popolare di Brescia........Antirazzista, si, Antirazzista, perché questo in fin dei conti è stato il fattore scatenante di tutto.

Si sapeva infatti che la domenica successiva la Palestra Popolare Antirazzista di Brescia sarebbe stata invitata proprio alla Crazy Cow Fest per dimostrazioni ed esibizioni delle discipline svolte in palestra, cosa che probabilmente ha dato fastidio al gruppuscolo di vigliacchi fascisti, i quali hanno pensato bene di presentarsi a ora tarda il venerdì notte, armati di bastoni e coltelli, per creare il chaos e intimorire i partecipanti, facendo anche il nome della palestra popolare.

Evento gravissimo in se, che va assolutamente contrastato in qualsiasi modo, sul quale è il caso che tutti riflettiamo e diamo una risposta unita e concreta.....ma così non è per gli organizzatori della Crazy Cow, che invece preferiscono tenere una improbabile equidistanza, non distinguendo tra aggrediti e aggressori e chiedendo a noi della Palestra di presentarci senza le nostre magliette per evitare ulteriori problemi.

Siamo fieri di essere una Palestra Popolare Antirazzista, che insieme a tantissime altre palestre popolari ed antirazziste in tutta Italia sta svolgendo un lavoro sul territorio importantissimo, abbiamo ricevuto diversi ringraziamenti per il lavoro svolto sul piano sociale e dell'integrazione, facciamo tutto senza scopo di lucro e anzi, spesso siamo costretti a ricorrere alle nostre finanze per poter portare a termine gli eventi che organizziamo......per quello che siamo, per quello che rappresentiamo non piegheremo mai la testa davanti a dei fascisti, piuttosto combatteremo per far valere i diritti dell'uguaglianza e del rispetto.

Siamo assolutamente schierati, siamo contro la gente che si comporta in questo modo, che si chiamano e si fanno chiamare fascisti, che premeditano e organizzano ronde contro chi la pensa diversamente, che predicano odio per il diverso e proprio questo vuol dire ANTIRAZZISTA e probabilmente da fastidio a qualcuno.......ma noi non abbiamo paura di prendere posizione.

Ci dispiace quindi per l'accaduto, siamo assolutamente solidali con tutt@ i/le ferit@, che sono numeros@ e speriamo che questo faccia riflettere tante persone, perché fatti simili hanno già portato in passato ad esiti ben più gravi, con ferimenti o addirittura uccisioni da parte di gruppi di fascisti.

Ovviamente già sui media locali si riporta la notizia come una rissa, per fortuna è almeno specificato “scatenata da un gruppo di naziskin”, è invece importante dare il suo peso e il suo spazio all'accaduto, non è una rissa, ma una vera e propria aggressione premeditata.......a cui sarebbe stato giusto rispondere Domenica pomeriggio con una massiccia presenza della palestra popolare e di tutt@ le/gli antirazzisti della zona, proprio a sostegno della festa in solidarietà con i feriti e per ribadire che non sono 10 naziskin vigliacchi che possono fermare la lotta per la dignità di tutt@.

 

Ci dispiace invece per la decisione presa dall'assemblea della Crazy Cow, che invece di denunciare pubblicamente l'accaduto come una gravissima aggressione fascista ci chiede di presentarci senza le nostre magliette, quasi per paura di non voler scatenare ulteriori problemi.....se questo vuol dire essere “apolitici”.......a noi non piace, preferiamo non partecipare........preparare una risposta e proseguire con la nostra azione, che se da fastidio a certa gente, sta sicuramente andando dalla parte giusta.

 

Solidali e Antirazzisti

 

Prison Fight Thailand - Combattere per la Libertà

"Prison Fight "è un evento di beneficenza contro l'abuso di droghe che si svolge in diverse prigioni della Thailandia. Gli eventi fanno parte del più ampio programma di riabilitazione della World Prison Fight Association (WPFA) con l'assistenza del Dipartimento di Correzione. Lo scopo è quello di promuovere lo sport e la buona salute tra i detenuti e per aiutarli ad un migliore adattamento sociale in futuro.

Per comprendere il significato del programma di riabilitazione "Prison Fight" bisogna prima capire la mentalità del popolo Thai. La Thailandia ha una forte tradizione negli sport da combattimento come la Muay Thai e la Boxe. Cominciano ad imparare la Muay Thai alla scuola primaria, per questo quasi tutti i thailandesi hanno questa abilità. La tradizione di lotte carcerarie risale ai tempi della nascita della Muay Thai, nel 1767 quando, dopo la caduta di Ayutthaya migliaia di soldati thailandesi furono fatti prigionieri e riconquistarono la libertà grazie al leggendario Nai Khanom Tom che sconfiggendo tutti i migliori guerrieri Birmani impressionò a tal punto il Re Birmano da guadagnarsi la libertà per se e per tutti i soldati e l'attuale terra denominata Tailandia che tradotto letteralmente significa "terra del popolo libero".

Secondo la legge thailandese infatti, c'è la possibilità di essere amnistiato se si ottengono grandi successi sportivi, in particolare per il titolo di Champion of the World in professional Muay Thai. 

Ma il Dipartimento di Correzione non può organizzare incontri tra pugili detenuti più di una volta all'anno e questo non è abbastanza per motivare gli atleti detenuti a restare in forma. Il programma WPFA è stato il primo a dare la possibilità ad atleti stranieri provenienti da tutto il mondo, di qualsiasi livello, dai principianti ai professionisti, di sfidare la squadra di atleti detenuti. Negli ultimi 6 eventi hanno partecipato atleti provenienti da 20 paesi e sono in continuo aumento le richieste di adesione.

 

Per prima cosa il WPFA allestisce le palestre all'interno delle carceri, fornendole di tutte le attrezzature necessarie, dopodichè invitano i prigionieri a partecipare al programma di riabilitazione e dopo un duro allenamento, una volta che partecipano ad un evento del "Prison Fight" hanno diritto ad un compenso economico che gli verrà accreditato direttamente sul conto bancario. Tutti i detenuti che vogliono partecipare al programma avranno la possibilità di combattere contro un avversario al di fuori del carcere, allo stesso livello di abilità. Per la maggior parte dei combattenti l'obiettivo principale non è solo quello di vincere, ma partecipare alla riabilitazione. 

I partecipanti al programma di riabilitazione avranno uno sconto di pena e gli sarà concesso l'accesso agli eventi "Prison Fight" per supportare gli altri detenuti che combattono sul ring. 

 

Quando i detenuti usciranno dal carcere gli verrà offerto un lavoro in palestra come allenatore o verranno aiutati nella carriera professionistica della Muay Thai, se lo desiderano.

PRISON FIGHT SU FACEBOOK

IL SITO UFFICIALE DI PRISON FIGHT

Pesaro, 12 Luglio Ultima Tappa del Thai Culture Tournament

 

Sabato 12 luglio, a Pesaro, presso la spiaggia libera BAIA FLAMINIA, dalle ore 15, si svolgerà l'ottava ed ultima tappa del Thai Culture Tournament 014, il primo campionato di Muay Thai organizzato da UISP che ha visto confrontarsi atleti provenienti da diverse palestre popolari e non, in otto tappe dedicate ad altrettante festività della cultura Thailandese, proprio perchè la Muay Thai fa parte della cultura Thailandese, è educativa, non violenta, sana conoscenza di se stessi, del proprio corpo e della propria mente.

Otto tappe, in diverse città; a dare il via alle danze, Vicenza, alla Palestra Independiente, all'interno del Csa Bocciodromo, la seconda a Brescia, Palestra Popolare Antirazzista in occasione del suo primo compleanno, la terza a Bologna, in occasione dell'anniversario della liberazione di Bologna dai nazi-fascisti, alla palestra popolare TPO, la quarta a Padova, al Parco Iris, organizzata dalla Wat Muay Thai, la quinta a Genova presso il Circolo Autorità Portuale in occasione del decimo compleanno della Palestra Popolare Baliano, la sesta a Macerata, organizzata dalla Palestra Popolare al Csa SISMA, la settima ancora a Bologna, stavolta alla Thai Gym, al Pilastro, un quartiere popolare ad altissima percentuale di migranti al cui interno si trova la palestra immersa in un grande parco multietnico.

L'ultima, appunto, si svolgerà a Pesaro, sarà la tappa finale del campionato ma solo l'inizio di un percorso, che ha dato la possibilità agli atleti di fare esperienza e alle varie realtà di confrontarsi ed organizzarsi, tessendo una rete di contatti che per il momento riguarda il nord e centro Italia, ma che potrebbe presto espandersi al resto della penisola.

Vi aspettiamo tutt@ quindi alla Baia Flaminia, a Pesaro, per le finali di campionato;

ore 15 Meeting
ore 17 Inizio Match e Dimostrazioni
ore 20 Aperitivo e Cena
ore 23 Sound on the Ring

Il tutto all'interno della terza edizione del Camp di Muay Thai ADO UISP
nel bellissimo panorama della spiaggia libera di Baia Flaminia e ai piedi del Parco del Monte San Bartolo.

Il Camp aperto a tutti avrà inizio il 7 luglio e si concluderà il 20 luglio.
Contenitore di allenamenti, meeting formativi, campeggio e festa!

 

 

 

Alcune Considerazioni sullo Sport Popolare

 
Lo sport popolare in Italia esiste da diverso tempo, in diverse forme e con differenti sviluppi. Sicuramente negli ultimi anni l'evoluzione di questi spazi ha portato a nuove situazioni e nuove prospettive. Se inizialmente si trattava quasi esclusivamente di realtà nate all'interno di spazi autogestiti che proponevano prevalentemente corsi di boxe, oggi esistono palestre popolari, anche non legate a spazi occupati o autogestiti, che ospitano corsi di vario genere, che possono andare dalle discipline da ring fino ad arrivare ai tessuti aerei. In questa pluralità di esperienze cominciano a delinearsi dei percorsi. Se una delle più recenti discussioni riguarda la questione di federarsi o meno ad enti riconosciuti per poter praticare in tutta la legalità lo sport che ci piace, è anche vero che questo argomento riguarda prevalentemente il mondo del pugilato, quindi solo una parte di ciò che è lo sport popolare attualmente.
 
 Per capire meglio la situazione bisogna osservare quello che sta avvenendo in molte realtà, in cui sta decisamente emergendo un'altra disciplina, che sta radicalmente cambiando l'assetto culturale delle palestre popolari; la Muay Thai. Se osserviamo il lavoro svolto nell'ultimo periodo da alcune palestre che praticano la Muay Thai e che hanno scelto di federarsi a UISP e in questo modo di rimanere assolutamente indipendenti dal resto, creando un vero e proprio circuito amatoriale alternativo che nulla ha da invidiare agli altri presenti sul territorio, ci accorgiamo che l'obbiettivo delle palestre popolari non è certo quello di combattere le federazioni, da dentro o da fuori, ma bensì quello di creare qualcosa di innovativo e positivo, una vera alternativa a quel mondo fatto di interessi e sfruttamento, dove la passione, la socialità e la cultura dominano su tutto e danno la possibilità a tutt@ di vivere uno sport duro come la Muay Thai, al livello che preferiscono. Tante persone frequentano i corsi per tenersi in forma, altre per passione, altre ancora per confrontarsi e quindi salire su di un ring ed affrontare un avversario, sempre e comunque in un ambiente sano che trasmette prima di tutto il rispetto e l'umiltà, base della cultura Thailandese ancor prima che dello sport praticato. La scelta di far parte di UISP nasce prevalentemente dal fatto che, a livello nazionale, sia stata riconosciuta la Muay Thai come disciplina federale e quindi sia stata data la possibilità a tutte le realtà ad essa federate di creare eventi, incontri, stage e qualsiasi altra cosa in tutta legalità e tutelati sotto l'aspetto assicurativo. Non solo, rimane da non sottovalutare il fatto che UISP si dichiara contro il razzismo e il fascismo e che porta avanti una campagna chiamata “SPORT PER TUTTI”, questione sicuramente importante dal punto di vista politico e sociale, visto che è anche uno dei concetti base che anima lo sport popolare. In questo contesto si sta sviluppando una realtà di sport di estrema qualità, spesso maggiore che in altre palestre “normali”, dove in più vengono trasmessi valori sani e proposte iniziative non legate al business che danno la possibiltà agli atleti di confrontarsi e quindi crescere, sia sotto l'aspetto sportivo che quello culturale. Infatti agli ultimi eventi organizzati si è potuto assistere ad un livello tecnico degli incontri molto alto e ad una partecipazione altissima sia in termini di atleti che di pubblico presente. Un esempio per tutt@ di cosa dovrebbe essere lo sport popolare è stata l'ultima iniziativa organizzata da UISP, il “THAI CULTURE TOURNAMENT 014”, Campionato Nazionale di Muay Thai, la cui prima tappa si è svolta a Vicenza presso la Palestra Popolare Independiente sabato 22 marzo e che proseguirà con altre date sparse per il territorio, tra cui Brescia, Bologna, Padova, Macerata, Pesaro. Ogni tappa sarà dedicata ad una festività della cultura Thailandese, la prima era in onore di Nai Khanom Tom, “padre” della Muay Thai, che nel 1767, catturato dall'esercito Birmano, sconfisse i 10 guerrieri Birmani più forti e guadagnò per lui e il suo popolo la libertà e l'attuale terra in cui vive il popolo thailandese, infatti tradotto letteralmente Thailand significa "terra del popolo libero" e quindi muay thai significa "boxe del popolo libero". La prossima si svolgerà a Brescia, sabato 5 aprile, presso la Palestra Popolare Antirazzista e sarà dedicata a Song Kran, festa dell'acqua nonché capodanno Buddhista. Sicuramente un percorso che sta arricchendo tutt@ e che fa un passo avanti rispetto alla stagnante discussione presente nell'ambiente pugilistico del federarsi o meno a FPI, che di fatto limita ed esclude tante realtà che potrebbero invece dedicarsi con più libertà e più tutele ad uno sport e una cultura come quella della boxe. Crediamo che l'essere indipendenti da strutture e federazioni che non ci rappresentino, dia la possibilità di sviluppare idee e anche di crescere più velocemente sotto l'aspetto tecnico, per questo pensiamo che sia necessario provare a far riconoscere la boxe all'interno della UISP, per dare la possibilità veramente a tutt@ di vivere lo sport che più amiamo senza dover essere legati a meccanismi che non ci riguardano. Stiamo infatti parlando di praticare la boxe a livello amatoriale e di avere la possibilità, ad esempio, di organizzare eventi in cui due pugili si affrontino sul ring tutelati a livello assicurativo e senza il rischio di incorrere in sanzioni legali, ma anche di poter semplicemente organizzare dei corsi all'interno delle palestre popolari senza dover per forza conseguire dei diplomi rilasciati attualmente solo da FPI, ovviamente a pagamento e soprattutto arrogandosi il diritto di essere gli unici conoscitori della boxe. E' ovvio invece che possano esistere differenti tecniche, sia di insegnare che di combattere e che la pluralità di idee porta sempre ad una migliore e più veloce crescita, data anche dalla condivisione del sapere, lasciando quindi da parte il vecchio schema Maestro-Allievo e prediligendo invece uno scambio equo tra atleti anche di diversa esperienza e lavorando sulla continua evoluzione portata dai differenti stili che possono coesistere nello stesso sport, cosa che già avviene nella Muay Thai in Thailandia ed in parte anche in Italia essendo presenti diverse federazioni, anche perché, quando poi ci si vuole confrontare, il quadrato è lo stesso per tutt@ e solo li sopra si può realmente vedere quale sia la miglior tecnica e la miglior preparazione. Sperando di stimolare una riflessione in tutt@ voi, vi salutiamo con stima ed affetto, continuando con sacrificio, rispetto ed umiltà a portare avanti lo sport popolare!!!!!!!!

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