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Madiba Day 2015

Sabato 24 Gennaio, alla Palestra Popolare Antirazzista di Brescia, una grande giornata, dedicata ad un vero fighter, sul ring e nella vita, un esempio di determinazione e coraggio, Nelson "MADIBA" Mandela.

Recentemente scomparso, dedicò la sua vita alla lotta contro l'apartheid in Sud-Africa, fondò ed organizzò l' ANC (African National Congress) e condusse una resistenza, anche armata contro l'esercito e di sabotaggio nei confronti degli obbiettivi del minoritario governo pro-apartheid.

"LO SPORT PUÓ CAMBIARE IL MONDO"

Era una delle sue frasi preferite.

28 anni di carcere, pena ridotta rispetto alla condanna all'ergastolo per atti di sabotaggio. In carcere il pugilato lo ha aiutato ad andare avanti. L'ha amato fin da ragazzo, quando andava ad allenarsi in una piccola palestra di Soweto. Ha boxato da dilettante, un peso medio che preferiva la tecnica alla bagarre. Uno che aveva colto l'essenza di questa disciplina.

"AMO LA SCIENZA DEL PUGILATO: LA STRATEGIA DI ATTACCARE ED INDIETREGGIARE ALLO STESSO TEMPO. LA BOXE SIGNIFICA UGUAGLIANZA. SUL RING IL COLORE, L'ETÁ E LA RICCHEZZA NON CONTANO NULLA. MA PIÚ CHE IL COMBATTIMENTO, A ME PIACE L'ALLENAMENTO REGOLARE E COSTANTE, L'ESERCIZIO FISICO CHE LA MATTINA DOPO TI FA SENTIRE FRESCO E RINVIGORITO"

Dalle ore 15:00 Socialità, Cultura, Vegan Food, Incontri di Muay Thai a contatto pieno e Speed Kick Contest, una gara a chi tira 50 calci ai pads nel minor tempo possibile, Palestre Popolari da tutto il Nord italia e dalla Germania......come sempre grandi emozioni per Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. aspettiamo!!!!!!

 

L'infiltrazione di casapound nella Muay Thai

La Muay Thai è un'arte marziale che fa rima con rispetto e condivisione. Ha origini nell'antica tecnica di lotta thailandese, simbolo di riscossione sociale per quel popolo, che, dopo la caduta di Ayutthaya nel 1767, anche grazie ad essa, si guadagnò la libertà e l'attuale terra in cui vive, l'antico Siam, attuale Thailandia, Thailand, che tradotto letteralmente significa “Terra del Popolo Libero”.

Ai giorni nostri nella sua versione sportiva, si basa sull'impegno e il sacrificio, che, una volta saliti sul ring, ti trasmettono il rispetto dell'avversario, indipendentemente dal suo colore della pelle, dalla sua provenienza e dal suo sesso.

Se vi capita di andare nella pagina facebook di “Itthipol Muay Thai Camp” di Viterbo, si accenna al fatto che in questa palestra si può apprendere la Muay Thai “sia sotto il profilo Tecnico sia sotto il profilo Spirituale, proprio come in un Camp Thai”.

Peccato che questa palestra sia aderente a “Il Circuito – Circolo Combattenti Casa Pound”. Il suo istruttore, Daniele Marinetti, è un miltante di questa organizzazione neofascista. Altre realtà sportive aderenti a questa rete sono: “Shark Team” di Lecce, “Team Amato”, “Hung Mun”, “Accademia Makhai” di Roma.

Le attività principali de “Il Circuito” consistono nell'organizzazione di “allenamenti comunitari” di MMA, Muay Thai e Brazilian Ju Jitsu, organizzazione di eventi presso “Area 19” a Roma e ovviamente partecipazione ai campionati ufficiali di Fimt o altre federazioni.

L'appartenenza neofascista non è affatto mascherata, la trovi nei volantini, nelle magliette di queste palestre oppure nei capi firmati “Hard Wolf”, la linea di abbigliamento sportivo dei “camerati spagnoli”.

Marinetti poi organizza viaggi in Thailandia presso il “Sityodtong Muay Thai Camp” a Pattaya, dove i militanti di Casa Pound possono imparare più velocemente le tecniche dell'arte marziale per poi metterle in pratica nelle aggressioni e nei pestaggi, di cui si rendono protagonisti nelle nostre città.

Infatti quattro dei nove arrestati per la vile aggressione fascista nei confronti dei supporters dell'Ardita sono casualmente frequentatori della palestra gestita da Marinetti a Viterbo.

Ci chiediamo come si possano conciliare i valori di rispetto della Muay Thai con dei picchiatori che predicano e praticano odio ed intolleranza. Ci troviamo di fronte all'ennesimo tentativo di infiltrazione da parte dell'estrema destra nel mondo delle arti marziali. Parliamo di infiltrazione, perchè la Muay Thai non ha nulla in comune con chi pratica spedizioni punitive verso rom, migranti o avversari politici.

Crediamo che sia importante tramandare la cultura Thailandese nel massimo rispetto della loro terra e della loro storia e pensiamo che non sia giusto utilizzarla come arma di prevaricazione, ma invece come metodo di formazione ed educazione, per unire e fare integrazione, reale e quotidiana.

Il ruolo delle palestre popolari è fondamentale per la diffusione e un approccio sano agli sport da combattimento, per crescere collettivamente superando ogni barriera, sociale, economica, razziale o sessuale. Nelle palestre popolari l'assenza di discriminazione aiuta chi viene da lontano ad integrarsi armoniosamente nella nostra società, già multietnica, già ricca di mille culture.

Invitiamo quindi chi, come noi, porta avanti il vero spirito della Muay Thai di prendere le distanze da palestre, atleti, istruttori aderenti a “il Circuito”, per non permettere l'inquinamento di questa disciplina.

 

Palestra Independiente Vicenza, Palestra Popolare Antirazzista Brescia

Ring per tutti

Una giornata di Sport Popolare, Multietnico e Solidale aperta a tutt@, bambini e adulti, principianti ed avanzati, dalle 16:30 stage di Muay Thai, Kick Boxing e Boxe e a seguire cena solidale e multietnica a base di piatti tradizinali di vari paesi. Vi aspettiamo numerosi!

 

Presentazione di ACAD - Associazione Contro gli Abusi in Divisa - ONLUS

Sabato 13 dicembre si svolgerà alla Palestra Popolare Antirazzista di Brescia la presentazione di Acad, associazione contro gli abusi in divisa.

Acad è una Onlus nata dall'intenso lavoro di un gruppo di attivisti che da diversi anni si occupano di abusi commessi dalle forze dell'ordine.
Tante famiglie, colpite duramente dagli abusi, non hanno accettato le versioni ufficiali e hanno intrapreso battaglie per chiedere verità e giustizia affinché questi ignobili e vergognosi atti non passassero sotto silenzio.

Il loro incolmabile dolore e il grande impegno profuso hanno permesso a tante altre persone di porsi interrogativi su quanto accaduto, hanno fatto crescere l'attenzione, hanno fatto sì che si producessero libri e documentari al fine di sensibilizzare e costruire una consapevolezza su quello che è successo e ancora potrebbe succedere ad altri.

Nonostante l'encomiabile impegno delle famiglie e dei tanti che sono stati sensibilizzati difficilmente si è riusciti a trovare giustizia nelle aule dei tribunali. Vige una sorta di immunità, troppe sono le coperture politiche che tendono a depistare con la teoria delle "poche mele marce" le richieste di giustizia e verità.

Acad nasce dalla volontà di dare sostegno alle famiglie delle vittime e a coloro che hanno subito abusi ma che non si sono dati per vinti e non hanno accettato una verità giudiziaria che già troppe volte si è dimostrata a favore di chi tenta in tutti i modi di nascondere la propria impunità dietro una divisa.
Il nostro progetto vuole essere un piccolo ma concreto impegno di

lotta al fianco di chi ha subito abusi da parte delle forze dell'ordine:
dal supporto legale, al divulgare e portare a conoscenza dell'accaduto, ad un numero verde di pronto intervento, perchè non si ripeta ciò che è successo già troppe volte.
Un numero verde attivo 24 ore su 24 da chiamare per denunciare l'accaduto e chiedere un supporto immediato.
L'associazione ACAD è antifascista e antirazzista.
Valori di libertà ed eguaglianza che vogliamo rivendicare, che animarono la Resistenza in Italia ed indispensabili oggi per contrastare fenomeni discriminatori e prevaricatori.
Il fascismo non è un opinione, la storia dovrebbe averlo insegnato a tutti. 

Dalle 17:30 presentazione con gli/le attivist@, a seguire proiezione del video "Perchè non accada mai più" - Le Morti di Stato - a cura di Acad e Aperi-Cena Vegan.

 

 

Dalla Germania AKAB Muay Thai

Vi proponiamo l'intervista, fatta da Teo per Sport Alla Rovescia, ai ragazzi della AKAB Muay Thai di Monaco di Baviera, presenti per la prima volta in Italia con un atleta in occasione della seconda edizione del Kick The Racism.

 

 

Ottima occasione per scoprire cosa si muove oltre i confini nazionali ed espandere la rete dello Sport Popolare.

 

"Sabato 18 Ottobre a Brescia si è svolta la seconda edizione di “Kick The Racism”, un evento con alcuni incontri di Muay Thai organizzato dalla Palestra Popolare Antirazzista di Brescia. Erano presenti dalla Germania i ragazzi di“Akab Muay Thai” del Centro Sociale Kafè Marat di Monaco. E' stata un'ottima occasione per conoscersi e scambiare una chiacchierata sulla situazione dello sport di base nel loro paese e per capire se esiste un fenomeno di “sport popolare” simile a quello che si sta sviluppando in Italia.

Raccontateci un po' la vostra esperienza.

 

A partire dalla seconda metà degli anni '80 a Monaco un gruppo di compagni ha cominciato a praticare Eskrima e ad allenarsi frequentemente, tanto da partecipare anche alle iniziative della federazione tedesca di questa disciplina. Lo scopo principale era in ottica antifascista e di migliorare l'autodifesa dalle cariche della polizia durante i cortei. All'inizio degli anni 2000 un gruppo di compagni ha cominciato a praticare Muay Thai, all'inizio organizzando un corso all'interno di una palestra normale in affitto. I costi di gestione erano poco sostenibili e quindi dal 2006 abbiamo cominciato ad allenarci all'interno del centro sociale. Una volta alla settimana organizziamo quindi un allenamento nel salone grande del centro tutti assieme. Alcuni di noi comunque praticano la Muay Thai e partecipano a combattimenti anche in altre palestre. Allenarci assieme al centro sociale è importante per rafforzare le relazioni tra di noi, ci permette di costruire socialità attorno allo sport.

Esistono esperienze simili alla vostra in Germania?

Sì. In altri centri sociali tedeschi, come ad esempio a Stoccarda, Berlino, Amburgo e Dresda, esistono “sportgruppe” di giovani compagni antifascisti che praticano assieme arti marziali, ma sempre in un'ottica di autodifesa. Sono delle realtà underground. In Germania non è come in Italia, dove le palestre popolari propongono corsi aperti alla cittadinanza. Noi di “Akab Muay Thai” siamo un po' un'anomalia, ci siamo dati un nome ed è la prima volta che veniamo qui in Italia con un atleta a combattere come “Akab Muay Thai”.

In Italia l'esperienza delle palestre popolari è legata al tema dell'estensione dell'accessibilità alla pratica sportiva sia da un punto di vista economico, che antirazzista, cioè di uno sport che combatta le discriminazioni. Come è la situazione in Germania per quanto riguarda il diritto allo sport?

In Germania non esistono palestre popolari come in Italia, perchè c'è un sistema di welfare che permette praticamente anche a disoccupati e migranti di praticare sport. Nel nostro paese esistono le palestre private che funzionano come soggetti commerciali, ma allo stesso tempo esistono associazioni sportive molto radicate come ad esempio i gruppi sportivi dei ferrovieri (un po' come i dopolavoro ferroviari in Italia, nda) o dei lavoratori delle poste che gestiscono molte strutture sportive in modo accessibile. In Germania le “Sport Verein”, l'equivalente italiano delle associazione sportive dilettantistiche, ottengono contributi pubblici e sgravi fiscali, così ad esempio se sei disoccupato paghi 7 o 8 euro al mese e puoi frequentare i corsi delle palestre o giocare in qualche sport di squadra.

E per quanto riguarda i migranti?

I migranti nelle strutture pubbliche gestite da Sport Verein vengono accettati tranquillamente, soprattutto per quanto riguarda le squadre di calcio. In molte palestre ci sono istruttori di arti marziali o di sport da combattimento che sono turchi, curdi, serbi o croati e quindi in quelle strutture trovi molte persone straniere. Noi preferiamo allenarci in queste palestre, perchè se in una palestra i frequentanti sono a maggioranza tedesca è più facile incontrare fascisti. Soprattutto se le palestre sono situate nelle periferie delle città, perchè sono le zone più residenziali. Le palestre più meticce sono quelle più centrali, perchè sorgono nei quartiere con presenza di migranti.

A proposito di antirazzismo, passando un attimo al mondo delle curve tedesche, nella vostra città esiste un gruppo ultras molto attivo,no?

Sì, c'è il gruppo “Schickeria” che segue il Bayern. Pensa che il Bayern Monaco ha ritirato 90 diffide ai membri di questo gruppo, perché hanno vinto il premio contro il razzismo più importante rilasciato dalla Federazione tedesca di calcio. Devi sapere che in Germania sono le società calcistiche a diffidare i tifosi, non la polizia, e allo stesso tempo possono ritirarla.

Quale è stata l'iniziativa che ha fatto vincere il premio contro il razzismo alla Schickeria?

Hanno fatto un lavoro di riscoperta e valorizzazione della figura del presidente ebreo del Bayern Monaco, Kurt Landauer. Durante la sua presidenza la squadra biancorossa stava cominciando ad ottenere risultati importanti, infatti ha perso nel 1932 la finale per lo scudetto con l'Eintracht Francoforte. A causa delle persecuzioni nei confronti degli ebrei, prima fu costretto ad abbandonare il club nel 1933 per poi essere arrestato nel 1938 e portato a Dachau. Avendo combattuto nella prima guerra mondiale, gli è stato concesso l'esilio. Nel 1947, finita la guerra, ritornò ad essere presidente del Bayern Monaco fino al 1951. Il gruppo “Schickeria” si è guadagnato il premio della federazione, organizzando tornei di calcetto, proiezioni di film su questo presidente, per molti anni dimenticato."

 

Clicca per vedere l'articolo su sport alla rovescia

 

Sulla nostra pagina AntiracistTV potete trovare tutti i video degli incontri della giornata.

 

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